NaDEF, CNEL: preoccupa futura sostenibilità debito

(Teleborsa) – Il CNEL “ritiene che il quadro tendenziale su cui si inserirà la manovra 2021 sia improntato a un giudizio lievemente ottimistico sulle previsioni e sul futuro allentamento delle misure restrittive causate dal virus”, uno scenario che nelle valutazioni del governo consentirebbe all’economia di ”riprendere slancio nel corso del 2021, dando anche luogo ad un significativo effetto di trascinamento sul 2022″.
Lo segnala il CNEL nella memoria scritta sulla Nota di Aggiornamento al DEF, depositata oggi in Parlamento.

Nell’analisi del CNEL si evidenzia come la riduzione del rapporto debito/PIL – che per il Governo dal picco del 158% nel 2020 dovrebbe scendere al 154,1% nel 2023 – ” sconta un cauto ottimismo” e “non sarebbe comunque sufficiente a soddisfare la regola della riduzione del debito”. “Il Cnel – si legge ancora – ribadisce pertanto la propria preoccupazione sulla futura sostenibilità del debito”.

Nel complesso, si legge ancora, il CNEL “esprime una valutazione positiva dei provvedimenti adottati durante l’emergenza, i quali hanno consentito di ridurre l’impatto sugli individui di un evento drammatico, inedito e inatteso, e che sono stati resi possibili dall’applicazione delle misure europee di sospensione delle sanzioni previste per la violazione dei parametri di bilancio. La limitata durata dell’efficacia della clausola di sospensione (fino al 2021) induce il CNEL a prendere in seria considerazione l’opportunità di una sua estensione oltre la scadenza, ma anche a valutare una modifica delle norme europee che costituiscono il Fiscal compact, che come noto non fanno parte dei Trattati e appaiono più facilmente modificabili per essere adeguate al nuovo contesto globale in cui si trova l’Unione”.

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