NaDEF, Bankitalia: quadro macro favorevole, ma ancora rischi ribasso

(Teleborsa) – Il quadro macroeconomico tendenziale presentato nella Nota di aggiornamento del DEF (che prefigura una crescita del 6% nell’anno in corso, del 4,2 nel 2022 e del 2,6 nel 2023) “è coerente” ed è un “quadro favorevole, che resta però soggetto a rischi prevalentemente al ribasso, legati al possibile persistere di vincoli d’offerta globale, all’evoluzione dei contagi nei mesi autunnali e all’efficacia delle misure di sostegno”. Lo ha detto il Capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, Eugenio Gaiotti, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Il quadro, ha proseguito “è nel complesso condivisibile ma circondato da rischi che valutiamo orientati prevalentemente al ribasso. Tra questi, nel breve termine, un’evoluzione meno favorevole del quadro epidemiologico potrebbe comportare un recupero ritardato delle attività interessate da maggiori contatti interpersonali e riflettersi negativamente sui consumi e sull’occupazione; non si puo’ inoltre escludere che gli effetti delle strozzature dal lato dell’offerta si trasmettano in misura più intensa all’economia italiana lungo le catene di valore globali. Nel medio termine i principali fattori di rischio sono associati ai tempi di realizzazione e all’efficacia delle misure delineate nel PNRR e a un possibile rallentamento degli scambi internazionali”.

Le stime tendenziali per quest’anno e per il prossimo, spiega Bankitalia, “si collocano all’interno del ventaglio di quelle formulate dai principali analisti, ancora però caratterizzate da una dispersione elevata e dimostratesi soggette a rapidi cambiamenti, a conferma delle incertezze sul pieno riassorbimento della pandemia”.

“La prosecuzione della ripresa resta dipendente dal mantenimento dello stimolo di bilancio, ampiamente incorporato nel quadro tendenziale con le misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e le altre già definite fino all’estate, che se attuate efficacemente potranno contribuire considerevolmente alla crescita nel prossimo triennio”.

“L’aggiornamento delle nostre proiezioni – rileva Gaiotti – porta a concludere che la crescita dovrebbe risultare quest’anno sensibilmente più elevata di quanto stimato in luglio, collocandosi intorno al 6%. Il prodotto e l’occupazione si riporterebbero sui livelli pre-pandemici già nella prima metà del 2022, in anticipo di due trimestri rispetto a quanto ipotizzato in precedenza”.

“Secondo le nostre stime nel terzo trimestre la produzione industriale sarebbe cresciuta di circa un punto percentuale; l’indicatore settimanale prodotto dalla Banca d’Italia registra attualmente un aumento dell’attivita’ economica nel trimestre non discosto da 2 punti percentuali”, spiega ancora. “Gli indicatori ad alta frequenza che osserviamo (come i flussi di pagamento, i consumi di elettricita’ e gas, il traffico autostradale, tutti in aumento) segnalano che la ripresa dell’economia è proseguita anche nel terzo trimestre, sia nell’industria, sia nei servizi. Secondo le informazioni ricavate dai nostri sondaggi più recenti, le imprese continuano a prefigurare un rialzo dei propri investimenti; le famiglie esprimono valutazioni migliori sulla situazione economica e sul mercato del lavoro nonchè una maggiore propensione alla spesa”.

“Come la Banca d’Italia ha più volte sottolineato, è condivisibile la valutazione” della Nadef secondo cui “la piena realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, incluse le riforme che lo accompagnano, è la grande sfida per i prossimi anni; il sostegno della domanda non potrebbe assicurare da solo il ritorno a ritmi di crescita stabilmente più sostenuti”, ha sottolineato Gaiotti.

Quanto all’inflazione “crediamo non sarà permanente. Perche’è lo sia ci vogliono effetti di cosiddetto second round come contrattazione e aspettative”, dice Gaiotti. “Certo c’è attenzione sull'”effetto dell’energia sull’economia. Al momento l’attenzione è sui prezzi del gas i cui aumenti sono stati rapidi e forti. Ma nelle quotazioni incorporate nei future mi sembra non prevedano una persistenza lunga, oltre l’anno in corso ma è una situazione che stiamo monitorando con attenzione”

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