Nadef, Bankitalia conferma recupero ma prospettive restano “molto incerte”

(Teleborsa) – Bankitalia conferma, a grandi linee, un “recupero” nel III trimestre “più significativo e ampio” ma “le prospettive restano estremamente incerte” ed è rilevante il rischio che la pandemia continui a ripercuotersi sulla fiducia di famiglie e imprese o resti debole la domanda globale. È quanto ha affermato Eugenio Gaiotti, capo economista della Banca d’Italia, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla Nadef.

“L’attività economica è tornata a crescere. Si sono finora evitati gli scenari più avversi, ma la ripresa è ancora parziale, dipendente dalle misure di stimolo e soggetta alle incertezze sull’evoluzione della pandemia”. Uno scenario, quello delineato da Gaiotti, coerente con il quadro macroeconomico tendenziale presentato nella Nota di aggiornamento al Def che prefigura una caduta del PIL pari al 9,0 per cento nell’anno in corso, cui seguirebbe una ripresa del 5,1 per cento nel 2021, del 3,0 nel 2022, dell’1,8 nel 2023. Nel complesso, considerando anche la revisione al ribasso della stima del secondo trimestre effettuata dall’Istat, Bankitalia valuta che resti valida la proiezione pubblicata lo scorso luglio che indicava una caduta del PIL attorno al 9,5 per cento nella media di quest’anno”. La Nadef, esaminando anche lo scenario in cui non si tiene conto dei fondi di Next Generation Eu (Ngeu) dopo il 2023, – sottolinea il capo economista della Banca d’Italia – “argomenta correttamente che anche in questa prospettiva il debito pubblico italiano è sostenibile” tuttavia “la stabilizzazione del debito su livelli molto elevati lascerebbe il nostro paese fortemente esposto a rischi derivanti da tensioni sui mercati finanziari o da nuovi shock economici”. Pur non avendo mai considerato, neanche nei periodi peggiori, il debito italiano non sostenibile Bankitalia avverte che “mantenere il debito a livelli del 150% è molto pericoloso perché lo espone a shock”.

Nell’attuale quadro congiunturale ancora debole e incerto – afferma il capo economista della Banca d’Italia – “l’azione espansiva cui punta il governo è necessaria per sostenere le imprese e le famiglie” e in “un’ottica di più lungo periodo, sono necessari interventi che aiutino l’economia italiana a tornare a crescere stabilmente a ritmi sostenuti”. Per questo, ha proseguito Gaiotti, l’entità dell’effetto macroeconomico delle misure che verranno messe in campo “dipenderà, oltre che dalle risorse mobilitate e dalla ripartizione fra le voci del bilancio, anche dai tempi di attuazione dei progetti e dalla loro efficacia nel sostenere il potenziale di crescita”. “L’azione del governo – ha puntualizzato – si muove lungo priorità condivisibili, sulle quali la Banca d’Italia si è espressa più volte. Una valutazione completa dell’impatto macroeconomico sarà però possibile sulla base dei dettagli dei provvedimenti. Andrà posta attenzione alla fase esecutiva dei progetti, per garantirne efficacia e rapidità”.

In particolare, secondo Bankitalia, per avere un effetto sulla crescita economica italiana “anche più accentuato” è necessario che il governo preveda l’efficace utilizzo dei fondi del programma Ngeu con interventi mirati attuati senza sprechi e tempestivamente. “Le ipotesi sottostanti allo scenario più favorevole presentato nella Nota – ha sottolineato Gaiotti – appaiono ragionevoli ma richiedono uno sforzo significativo volto ad accrescere la partecipazione al mercato del lavoro e le possibilità di impiego offerte dalla nostra economia”.

Sul fronte della produzione industriale la Banca d’Italia stima una crescita di circa il 30 per cento nel terzo trimestre, con un sostanziale recupero dopo il crollo osservato nei mesi di chiusura delle attività economiche. Si rileva, invece, un impatto della pandemia più persistente nei servizi, che hanno segnato un recupero solo parziale. “La produzione industriale – spiega Gaiotti – è aumentata in agosto del 7,7 per cento sul mese precedente. La stima di un aumento nella media del trimestre estivo di circa il 30 per cento (da -16,9 nel secondo) incorpora anche le informazioni per settembre desumibili dall’andamento dei consumi elettrici, del gas distribuito al settore industriale, del trasporto di merci”. Un recupero che, secondo i principali indicatori, avrebbe interessato anche i servizi, a seguito della parziale riapertura di molte attività e del buon andamento dei flussi turistici domestici, ma sarebbe stato meno pronunciato che nell’industria. Rimane debole la componente estera del turismo, pur con segnali di ripresa in luglio. L’indice PMI dei servizi si è attestato nella media del periodo su valori compatibili con un recupero graduale dell’attività.

“Nel quadro macroeconomico programmatico della Nadef, – afferma Gaiotti – le ampie misure espansive, che risultano dalla manovra di bilancio incluso l’utilizzo delle risorse del programma Next Generation EU, forniscono una spinta macroeconomica considerevole, innalzando la crescita di 0,9 punti nel 2021, 0,8 nel 2022, 0,7 nel 2023” e “secondo le nostre valutazioni, il moltiplicatore fiscale implicito in queste valutazioni appare plausibile”. Secondo Bankitalia, il moltiplicatore “è di un ordine di grandezza coerente con una composizione degli interventi in cui abbiano ampio spazio gli investimenti pubblici, che hanno una capacità elevata di attivazione della domanda”.

Centrale, nell’attuale scenario, – conclude Bankitalia – il modo in cui saranno impiegate le risorse non solo europee ma anche quelle ricavate nella manovra di bilancio per evitare che si profilino “rischi significativi soprattutto se la distruzione di posti e la perdita di opportunità di impiego per alcune categorie non è accompagnata dalla creazione di possibilità alternative di nuovo impiego”. In caso contrario si paventa, infatti, il rischio che la disoccupazione non sia temporanea ma diventi permanente.

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