Mutui, risparmiare 500 euro l’anno sarà possibile grazie all’ultimo intervento della Bce

Condizioni favorevoli per chi ha mutui variabili. Ottimi segnali anche per chi vuole surrogare quelli fissi

L’annuncio di una nuova fase di Quantitative Easing (QE), nel gergo giornalistico noto anche come bazooka di Mario Draghi, porterà degli evidenti vantaggi sul fronte mutui.

Nel dettaglio, i benefici interesseranno sia coloro che hanno un mutuo variabile, sia coloro che vorranno surrogare quello vecchio a tasso fisso.

A fare il punto della situazione è Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it: “Chi ha un mutuo variabile potrà continuare a godere delle condizioni estremamente favorevoli del mercato per un periodo ancora più lungo di quanto non ci si aspettasse anche solo qualche giorno fa”.

Buone notizie pure per i mutui a tasso fisso. Chi li ha sottoscritti e vorrebbe sfruttare la situazione attuale, potrebbe avvalersi di una nuova finestra per surrogare il proprio finanziamento con il risultato di alleggerire gli interessi. “Guardando ai tassi attuali, chi ha sottoscritto un mutuo a gennaio 2019, surrogandolo oggi potrebbe risparmiare 500 euro l’anno di interessi”, sottolinea Cresto.

Nella giornata di ieri, Draghi, Presidente della BCE, il cui mandato è quasi terminato – il 31 ottobre 2019 scade e al suo posto subentrerà Christine Lagarde – ha ripreso tra le mani il cosiddetto “bazooka”, annunciando un nuovo QE per una durata indefinita. Obbiettivo dichiarato è che l’Ue possa presto sventare lo spettro della recessione. Non tutti hanno accolto la scelta economica con entusiasmo.

Per capire come il clima sia teso dopo la scelta di Draghi, è emblematico l’articolo scritto dal tabloid tedesco Bild, che ha reso nota la contrarietà del presidente della Bundesbank Jens Weidmann rispetto alla decisione sul QE. Il tabloid ha inoltre apostrofato il Presidente della BCE con il nome del noto vampiro Dracula, richiamandolo con un gioco di parole (“Draghila succhia e svuota i nostri conti, durante il suo mandato abbiamo perso miliardi”).

Anche fonti dello Spiegel e dell’Afp fanno sapere che, oltre ad alcuni membri tedeschi del Consiglio Direttivo BCE, contro il pacchetto proposto da Draghi ci sarebbero anche i governatori di Olanda e Austria. In tutto sarebbero circa una decina i “falchi” membri del Consiglio (in tutto sono 25) che non hanno visto di buon occhio la mossa del QE.

I malumori sostengono che tale politica espansiva sia sproporzionata e non necessaria. Il loro timore è che si inneschi un circolo che non permetta più alla zona UE di uscire da una simile dinamica. La paura dei ‘falchi’ sono anche i possibili effetti collaterali relativi alla stabilità finanziaria che potrebbero esserci con una fase di QE prolungata.

Nel frattempo i mercati hanno brindato con abbondanti acquisti alla decisione presa da Draghi che si appresta a lasciare il posto a Christine Lagarde.

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