Mutui e prestiti: l’Europa in soccorso di famiglie e Pmi

Approvata, nei giorni scorsi, proposta di riforma delle norme bancarie dal Parlamento Europeo

(Teleborsa) Per una volta, dunque, tutti contenti: banche, imprese e famiglie italiane? Sembra proprio di sì. Buone nuove in arrivo dall’UE per il mercato dei mutui e dei prestiti di ogni tipo, dai finanziamenti alle Pmi alle cessioni del quinto.  In pratica, d’ora in avanti ottenere la somma necessaria ad acquistare casa o ad esaudire qualche desiderio come ad esempio l’acquisto di un’auto nuova potrebbe essere un’impresa meno titanica di quanto è stato finora. Merito della proposta di riforma delle norme bancarie approvata i giorni scorsi dal Parlamento Europeo, che da una parte introduce incentivi a sostegno dell’economia reale, e dall’altra riduce il rischio di credito per le banche. Lo riporta Facile.it. 

CHE SUCCEDE ORA? Adesso tutto dovrà passare al vaglio del trilogo UE. La “camera” di conciliazione, che è pronta a partire (il varo è previsto il 5 luglio) e che vede coinvolti i rappresentanti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione, dovrà trovare la quadra tra le parti. L’esito, frutto di un compromesso politico tra i vari paesi europei e i diversi rapporti di forza, non è scontato.

Tra le novità più importanti, comunque, rientra la possibilità, per alcune finanziarie, di azzerare gli effetti negativi sul capitale delle cessioni di credito appartenenti a un programma pluriennale. Ciò si traduce, in termini spiccioli, nella diminuzione dei rischi relativi ai costi di mutui e prestiti già erogati e da erogare.
In base alle proposte, sui mutui ipotecari verrebbe introdotto un requisito di ponderazione pari al 30% (attualmente 35%) del valore dei mutui garantiti con un loan-to-value inferiore al 75%; riguardo ai prestiti alle Pmi invece, la soglia entro cui si applica il fattore di supporto verrebbe innalzata fino a 3 milioni contro gli 1,5 attuali.

In parole povere, mentre le banche godrebbero di sconti maggiori, di conseguenza della possibilità di finanziare somme più elevate, famiglie e imprese otterrebbero credito più facilmente.

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