MPS, utile di 388 milioni nei primi nove mesi. Non c’è shortfall

(Teleborsa) – Banca Monte dei Paschi di Siena ha registrato ricavi complessivi per 2.266 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La banca senese spiega che il miglioramento della performance è stato reso possibile dalla crescita delle commissioni nette (principalmente per i maggiori proventi sulla gestione del risparmio), mentre c’è stato un calo del margine di interesse (soprattutto per il minor contributo del portafoglio Non Performing e per il calo dei rendimenti dell’attivo causato dall’andamento dei tassi di interesse).

In particolare, il margine di interesse al 30 settembre 2021 è risultato pari a 899 milioni di euro (-8,2%), le commissioni nette pari a 1.113 milioni di euro (+6%) e i dividendi, proventi simili e utili delle partecipazioni a 76 milioni di euro. Il risultato netto dell’attività di trading è stato positivo per 37 milioni di euro. Il risultato operativo lordo risulta pari a 679 milioni di euro (581 milioni di euro quello relativo al 30 settembre 2020), con un contributo del terzo trimestre 2021 in calo di 19 milioni di euro circa rispetto al trimestre precedente. Considerando gli effetti netti della PPA (-2,7 mln di euro), l’utile consolidato ammonta a 388 milioni di euro, a fronte di una perdita di -1.532 milioni di euro conseguita nello stesso periodo del 2020. Il contributo del terzo trimestre 2021, pari a 186 milioni di euro, è in miglioramento rispetto a quello del trimestre precedente, pari a 83 milioni di euro.

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 30 settembre 2021 il Common Equity Tier 1 Ratio si è attestato a 12,3% (rispetto al 12,1% di fine 2020 e del 30 giugno 2021) e il Total Capital Ratio è risultato pari a 15,9% (rispetto al 15,8% di fine 2020 e al 15,5% del 30 giugno 2021). Tali ratio non includono l’utile di periodo del terzo trimestre 2021; includendo il risultato di periodo risultano pari rispettivamente al 12,8% e 16,4%. I crediti deteriorati lordi sono pari a 4 miliardi di euro, stabili rispetto a dicembre 2020 e in riduzione del 65% rispetto a settembre 2020; i livelli di copertura sono in crescita (+3,8 punti percentuali rispetto a giugno 2021).

Rispetto alle stime formulate nel Bilancio 2020 che evidenziavano uno shortfall già a partire dal primo trimestre 2021 con una crescita a 1,5 miliardi di euro al 1° gennaio 2022, MPS evidenzia che “anche al 30 settembre 2021, come nei due trimestri precedenti, non è emerso alcuno shortfall né si prevede che lo stesso emerga nei 12 mesi dalla data di riferimento, ovvero entro il 30 settembre 2022″. Al primo gennaio 2023 lo shortfall sull’aggregato patrimoniale Tier 1 potrebbe arrivare a 500 milioni di euro e potrebbe essere mitigato o annullato da alcune iniziative di capital management a disposizione del gruppo.

Dopo la fine delle trattative tra UniCredit e MEF per la potenziale acquisizione di un perimetro selezionato di MPS. la banca senese evidenzia che attualmente l’accesso alla virtual data room è consentito solo ad AMCO. Il Tesoro ha informato il management, si legge nel comunicato sui conti, di contatti già intercorsi con DG Comp finalizzati a una proroga della presenza del MEF nell’azionariato di MPS e alle necessarie iniziative sul capitale che la banca dovrà assumere.

La banca afferma che procederà alla revisione del proprio business plan per il nuovo arco temporale 2022-2026 e che la revisione “potrebbe contenere ulteriori elementi di discontinuità rispetto a quanto già ipotizzato in vista delle precedenti discussioni con DG Comp”. L’iniziativa viene descritta come “propedeutica a un “.

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