Moscovici: “Ok alla Francia per sforamento del 3% ma su riduzione deficit dell’Italia ancora non ci siamo”.

(Teleborsa) – La situazione dell’Italia “è totalmente diversa” e non può essere paragonata a quella della Francia. Dopo averlo affermato ieri, il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici ha ribadito il concetto oggi durante un’audizione al Senato francese.

“Siamo impegnati in un dialogo costruttivo con le autorità italiane. Stiamo cercando il modo per rendere le scelte politiche compatibili con le regole comuni dell’Ue, che sono le stesse per tutti, ma non ci siamo ancora” ha affermato Moscovici rispetto alla situazione del nostro Paese, impegnato, in questi giorni, nella difficile negoziazione della Manovra. Per il commissario europeo la riduzione del deficit italiano dal 2,4 al 2,04% “non è ancora sufficiente” e, anche se rappresenta “un passo nella giusta direzione”, “ci sono ancora passi da fare, forse da entrambe le parti”. Dichiarazioni che, pur paventando la necessità di ulteriori sforzi da parte dell’Italia non hanno avuto ripercussioni sullo spread che, attualmente, resta in oscillazione su 266 punti base.

Nessun commento, per il momento, da Palazzo Chigi dove, fonti della Presidenza del Consiglio, fanno sapere che il premier Giuseppe Conte “è concentrato sul negoziato” e che vi è “fiducia e orgoglio per la proposta fatta, che pure in una responsabile riduzione del rapporto deficit Pil lascia invariati redditi di cittadinanza e quota 100, coerentemente con quanto sempre promesso”.

Questione diversa per quanto riguarda la Francia. In merito alle misure da 10 miliardi di euro annunciate dal presidente Emmanuel Macron per stemperare la protesta dei gilet gialli che, secondo le stime, porterebbero il deficit francese ad almeno il 3,4% del Pil, Moscovici si è mostrato comprensivo. “Penso sia auspicabile, in verità, fare in modo che questo sforamento sia il più limitato possibile” ha detto il Commissario ai senatori riuniti in aula.

“Non conosco i dettagli ma credo di aver capito – ha aggiunto Moscovici – che il governo francese sia al lavoro per studiare il miglior modo di ridurre l’impatto finanziario di queste misure attraverso un contenimento della spesa e, forse, nuovi sforzi contributivi”. Nonostante gli impegni assunti in precedenza con Bruxelles, la Francia ha dunque la “benedizione” del commissario europeo per procedere allo sforamento della fatidica soglia del 3%. Una soglia che, come ha ribadito Moscovici, la Francia – uscita dalla procedura di infrazione Ue appena sei mesi fa – può superare a condizione che lo sforamento “sia limitato, temporaneo, eccezionale e controllato al massimo”.

(Foto: François Walschaerts – © Unione Europea)

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