Moscovici: “Bilancio, l’Italia smentisca il detto non c’è due senza tre”

(Teleborsa) – L’Italia smentisca il detto “non c’è due senza tre” e faccia una legge di bilancio davvero in linea con quello che chiede l’Europa. A dirlo è il commissario UE agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici, rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa da Bruxelles sulle previsioni economiche d’estate pubblicate dalla Commissione europea e che confermano per il nostro Paese una crescita dello 0,1%.

Cerchiamo di fare in modo che dopo le due volte precedenti, la terza volta sia quella buona“, ha dichiarato in merito alla prossima legge di Bilancio che, ribadisce Moscovici, deve essere “conforme, o comunque complessivamente conforme, alle esigenze del Patto di Stabilità” in modo da “avere una politica di bilancio che sia favorevole alla crescita“.

Prima della fine del suo mandato, “una delle ultime cose che questa Commissione farà sarà ricevere in ottobre i progetti di bilancio per il 2020 e giudicarne l’affidabilità – ha ricordato Moscovici – Con l’Italia, nel dicembre 2018 e più recentemente abbiamo avuto un dialogo intenso e alla fine positivo, e me ne rallegro, che ha permesso di evitare ogni volta l’avvio di una procedura di deficit eccessivo”, ha sottolineato, augurandosi di veder smentito “il proverbio ‘non c’è due senza tre’

Ai cronisti, Moscovici ha anche spiegato che “non sempre è facile determinare con precisione i legami di causa-effetto fra le politiche economiche e finanziarie adottate da un governo e l’andamento del Pil”, ma che, nel caso dell’Italia, “si può comunque concludere che le cose non si sono svolte così positivamente come alcuni avevano pensato“.

Pur riconoscendo che “è sempre complicato misurare l’impatto preciso sulla crescita economica delle misure prese da un governo“, Moscovici ha ricordato che, “a dicembre, quando abbiamo preso alcune decisioni sul bilancio, c’era consenso sulle previsioni di crescita del governo per il 2019 attorno all’1%, e oggi siamo allo 0,1%. Dunque possiamo concludere che le cose non si sono svolte così positivamente come alcuni avevano pensato, e che possono esserci dei rapporti di causa-effetto che però, ripeto, non si possono misurare direttamente”.

Per il commissario UE, ciò che davvero serve sono “riforme che permettano di elevare il suo livello di crescita potenziale, di rafforzare la sua produttività e competitività. Il Paese – ha concluso – ha molte risorse, soprattutto in campo industriale, e non ci si può accontentare della risposta che sento spesso in Italia, che bisogna rassegnarsi a essere sistematicamente di un punto sotto la media della crescita dell’Eurozona. Non è accettabile, bisogna pure che queste riforme siano fatte“.

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