Morto Ettore Bernabei Dg Rai negli anni del miracolo economico e poi al vertice Italstat per 17 anni

(Teleborsa) – E’ morto Ettore Bernabei, il manager considerato il padre della Tv italiana di Stato per la sua lunga permanenza al vertice della Rai nel periodo dello sviluppo dell’Azienda e del “miracolo economico” dell’Italia. Aveva 95 anni. Bernabei si è spento seranamente nella casa di vacanza che la famiglie possiede all’Argentario, in Toscana. “Era a tavola – ha raccontato il figlio Luca – e fino a poco prima aveva parlato di politica e di economia. Se n’è andato tranquillo, pronto a questo momento”. I funerali saranno celebrati a Roma martedì 16 agosto alle 11, nella chiesa di Sant’Eugenio in viale delle Belle Arti.

Ettore Bernabei era nato a Firenze il 16 maggio 1921. Cattolico praticante, padre di 8 figli, aveva dedicato la vita al giornalismo, la sua prima e grande passione.

Fin da giovanissimo vicino ad Amintore Fanfani, poi più volte Ministro, Presidente del consiglio e del Senato e anche Segretario della Democrazia Cristiana, fu nel 1956 direttore de Il Popolo, organo ufficiale della Dc, e Direttore generale della Rai dal 1961 al 1974. Successivamente fu a capo di Italstat e da ultimo produttore tv con la Lux Vide. Ettore Bernabei è sempre stato molto vicino al Vaticano. Aveva cominciato la carriera giornalistica da giovanissimo, nel 1946, dopo la laurea in Lettere moderne presso l’Università di Firenze e dal 1951 al 1956 era stato Direttore del “Giornale del Mattino”, quotidiano fiorentino d’ispirazione cristiana. E’ stato anche scrittore. Tra i suoi libri, “L’uomo di fiducia”.

Fu nominato Direttore generale della Rai nel 1961, allora quarantenne. Erano gli anni del monopolio ed Ettore Bernabei impresse il ruolo di vero servizio pubblico col compito di educare il Paese. Sotto la sua guida nacquero approfondimenti giornalistici di grande valore, come Tv 7, e furono realizzati sceneggiati ispirati alla letteratura italiana che sono passati alla storia, come l’Odissea, I Promessi Sposi, I Fratelli Karamazov.

Anni in cui furono anche realizzate serie come Gli Atti degli Apostoli, sotto la regia di Roberto Rossellini, il Mosè, Gesù di Nazareth, firmato da Franco Zeffirelli. E furono anche gli anni in cui il il maestro Alberto Manzi, attraverso il piccolo schermo, insegnò a leggere e scrivere a un’Italia che all’inizio del 1960 contava una percentuale del 35 % di analfabeti.

Nel 1974, lasciata la direzione generale della Rai in vista della riforma che nel 1976 sancì la suddivisione dell’Azienda in Reti e Testate giornalistiche di “diverso colore politico” dando così il via alla selvaggia “lottizzazione”, Ettore Bernabei passò a dirigere l’Italstat, una finanziaria a partecipazione statale specializzata nella progettazione e costruzione di grandi infrastrutture ed opere di ingegneria civile.

In quell’anno Italstat aveva un capitale sociale di 100 miliardi di lire ed un fatturato annuo di 450 miliardi di lire. Quando, nel 1991, dopo ben 17 anni, Bernabei ne lasciò la presidenza, l’Italstat aveva un capitale sociale di 1.500 miliardi di lire ed un fatturato annuo di 6 mila miliardi di lire.

Infine, nel 1992, creò la società di produzione Lux Vide, che realizzò importanti fiction anche in coproduzione con paesi europei e con gli Stati Uniti. Il maggior successo fu il progetto Bibbia, con 21 prime serate prodotte fra il 1994 e il 2002 per Rai1, vendute in 140 Paesi, in grado di coniugare rilevanza culturale, valore artistico e grande appeal popolare. Un successo seguito da grandi coproduzioni internazionali e dallo sviluppo della lunga e media serialità, con titoli di straordinaria longevità e successo, come Don Matteo, giunto alla decima edizione.

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