Moody’s avvisa l’Italia: con aumento spesa e marcia indietro sulla Fornero rischia spirale

Lo scorso 19 ottobre l'agenzia americana aveva declassato di un gradino il rating sui titoli di Stato italiani a Baa3

(Teleborsa) Italia ancora nell’occhio del ciclone che deve fare i conti con una serie di ammonimenti e avvisi sulle prospettive future per la nostra economia, già in debito d’ossigeno.

L’aumento della spesa pubblica in Italia e la marcia indietro sulla riforma Fornero delle pensioni “possono minare la fiducia che c’è dall’esterno sulla capacità del governo italiano di migliorare crescita, produttività e competitività”, così come la fiducia sulla “sostenibilità del debito, portando ad aumenti dei rendimenti che eroderebbero ulteriormente le valutazioni sulla sostenibilità”. E’ quanto ipotizzato dall’agenzia di rating Moody’s, in un paragrafo dedicato alla Penisola in un rapporto globale sugli emittenti sovrani.

E “al di là delle implicazioni della politica di Bilancio sul profilo di credito italiano – si legge ancora – la nuova sfida al meccanismo di vigilanza introdotto dall’area euro durante la crisi mette in rilievo le misure molto limitate messe in campo per affrontare i problemi di fondo lasciati dalla crisi con potenziali ricadute negative su tutta l’area euro”.

Occorre ricordare che lo scorso 19 ottobre l’agenzia statunitense aveva bocciato il governo Conte e la ricetta targata Lega-5Stelle per il rilancio del Pil, declassando di un gradino il rating sui titoli di Stato italiani, a Baa3, un livello sopra il valore al di sotto del quale si finisce in categoria “speculative”, comunemente chiamata spazzatura (junk). Al tempo stesso però l’agenzia ha rivisto al rialzo l’outlook a stabile sullo stesso rating.

TRIA: “CON L’UE C’E’ QUALCHE DISACCORDO MA DIALOGO VA AVANTI” – Intanto ieri giornata di fuoco per il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, volato a Bruxelles in occasione dell’Eurogruppo, al termine del quale ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti che lo incalzavano: “La manovra non cambia, stiamo discutendo dobbiamo rispondere alla Commissione entro il 13 novembre, non è che rispondo qui”. 

“Abbiamo studiato la manovra, i dati e la strategia. Il colloquio, il dialogo sarà con la Commissione, che è il nostro interlocutore in questa fase, noi risponderemo entro i termini prestabiliti alla Commissione”, ha riferito il ministro.Insomma,  ha osservato, “non c’è né scontro né compromesso. L’Eurogruppo ha invitato a continuare il dialogo con la Commissione”.

MOSCOVICI: “DIALOGO MA SENZA INTESA VIA LIBERA A SANZIONI” – Nella delicata partita tra Roma e Bruxelles interviene anche il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, “Il dialogo ci sarà in ogni fase, discutiamo quasi quotidianamente con il ministro Giovanni Tria e continueremo a farlo”, ma “il 13 novembre ci aspettiamo una risposta forte e precisa del governo italiano”, aveva detto arrivando alla riunione. Se alla fine non si troverà un punto di equilibrio, la strada appare segnata per il nostro paese: “le sanzioni possono essere applicate alla fine se non troviamo un accordo nel quadro delle regole comuni”.

Moscovici però precisa che l’intento è quello di lavorare a una soluzione comune scongiurando dunque qualsiasi tipo di intervento sanzionatorio: “Non sarò mai in favore delle sanzioni” perchè sarebbero “un fallimento per il paese e per le regole”, aggiungendo di volere “dialogo” con l’Italia e di aspettarsi che il governo presenti un documento programmatico di bilancio rivisto.

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