Monti: ok al piano aiuti Ue. Ma sul Mes lancia un avvertimento all’Italia

Per il Senatore a vita, i risultati dell'Eurgruppo sono soddisfacenti, ma bisogna fare attenzione a non sprecarli

Non c’è solo una stoccata a Giorgia Meloni e Matteo Salvini, nell’ultimo editoriale firmato da Mario Monti e pubblicato sulle pagine del Corriere della Sera. L’ex primo ministro e commissario europeo, infatti, offre anche una sua opinione sull’accordo recentemente chiuso dall’Eurogruppo e sul “famigerato” Meccanismo europeo di stabilità.

Un’analisi lucida, dalla quale scaturiscono anche una serie di consigli e raccomandazioni per il Governo guidato da Giuseppe Conte che, stando all’ex premier, non dovrebbe sprecare il buon lavoro fatto sinora. Il rischio, sottolinea il senatore a vita, è che si imbocchi una strada piena di insidie, con costi economici e sociali elevatissimi.

Per questo, nelle prossime settimane, sarà necessario continuare sulla strada intrapresa, Per ottenere altre rassicurazioni sulle modalità e condizionalità degli strumenti messi in campo da Unione Europea, Commissione Europea e BCE.

Monti: accordo apprezzabile, ma attenzione al MES

Nel suo editoriale, con il quale ricostruisce l’iter legislativo che ha portato all’approvazione del MES, l’ex primo ministro Mario Monti esprime un giudizio sull’accordo scaturito dall’Eurogruppo della scorsa settimana. “L’accordo raggiunto all’Eurogruppo – esordisce il senatore nel suo editoriale sul Corriere della Sera -, pur con diverse ambiguità, è un altro passo in avanti verso una risposta europea alla crisi da coronavirus, dopo le misure prese dalla Commissione e dalla Banca centrale europea”.

Un accordo tutto sommato buono anche per il nostro Paese, sostiene Monti, che deve però fare tutto quanto nelle sue possibilità per evitare di sprecarlo. L’esperienza della Grecia con la Troika dopo il ricorso al MES è stata “umiliante” e, dice Monti, non sarà di certo lui a suggerire al Governo di seguire la stessa strada.

Certo, sottolinea Monti, il panorama politico ed economico attuale è completamente differente rispetto a quello di 10 anni fa, e anche il MES non è lo stesso di allora. Il fondo salva stati dovrebbe essere ora legato solo a condizionalità leggere e non macroeconomiche. Per questo il premier Conte dovrebbe spingere ulteriormente su questo punto e ottenere assicurazioni più esplicite.

Eurobond, altra occasione persa?

Allo stesso tempo, il contesto politico, culturale ed etico nel quale ci troviamo sembra essere particolarmente favorevole per ottenere una prima sperimentazione di bond continentali, ma l’opportunismo di parte della stessa classe politica italiana ha finito con l’indispettire i partner europei.

Nonostante tutto, ci sono ancora delle speranze di superare la riluttanza tedesca (e di altri Paesi del nord Europa) nei confronti degli Eurobond: l’importante, sottolinea Monti, è che “non facciamo l’esatto contrario di ciò che occorre fare per averli”.

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