Mittal-Invitalia, Sindacati: “Accordo sia punto di partenza”

(Teleborsa) – Torna lo Stato nella gestione delle acciaierie dell’ex Ilva. ArcelorMittal e Invitalia hanno firmato nella serata di ieri l’accordo che consente alla società controllata dal MEF di entrare al 50%, per salire successivamente al 60%, nella compagine azionaria della Am Investco che ha in gestione gli impianti siderurgici in Italia.

Sindacati, più che interessati, alla finestra in attesa di ulteriori sviluppi, pronti a vigilare.

“Con la firma dell’accordo di coinvestimento tra Invitalia e ArcelorMittal, ci auguriamo si sia chiuso un periodo di estrema incertezza per il futuro della più grande acciaieria europea e del settore siderurgico italiano”. Queste le parole di Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, dopo la firma dell’accordo di coinvestimento tra ArcelorMittal e Invitalia per l’ex Ilva, sottolineando che “Con questa intesa deve iniziare la vera transizione energetica dell’ex Ilva, grazie alla produzione di 2,6 milioni di tonnellate di acciaio, un terzo del totale, attraverso forni elettrici e impianti ecosostenibili. Allo stesso tempo questo nuovo contratto è stato realizzato in segreto da manager e tecnici delle due parti, senza nessun coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, come invece era avvenuto per l’accordo del 2018. Ora è il momento di aprire un confronto aperto, costruttivo e libero da qualsiasi pregiudiziale, per ottenere la clausola di salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori di ArcelorMittal, dell’Ilva As e dell’indotto. Inoltre vogliamo discutere delle tempistiche del piano industriale, del risanamento ambientale, della transizione energetica e degli investimenti che verranno messi in campo. Questo accordo deve rappresentare il punto di partenza della discussione e non il punto di arrivo”.

“Tutto questo consentirà di rilanciare l’ex Ilva e l’intero settore siderurgico – esorta il leader Uilm – per arrivare a una riconciliazione essenziale e definitiva tra la fabbrica e la città, interrompendo polemiche e disegni che determinerebbero un disastro ambientale, occupazionale e industriale”.

Non accetteremo mai esuberi e riteniamo che i tempi previsti per il risanamento ambientale e per il piano industriale siano eccessivamente lunghi. Per questo chiediamo al ministro Patuanelli di convocare urgentemente un incontro per conoscere i dettagli del contratto e se c’è la reale volontà di aprire una seria trattativa sindacale che rappresenti un elemento essenziale e non ininfluente dell’accordo firmato nella giornata di oggi” conclude.

La leader Cisl, Annamaria Furlan, e il segretario generale della Fim, Roberto Benaglia sottolineano che la firma dell’intesa finanziaria tra ArcelorMittal e Invitalia nella tarda serata di ieri prendiamo atto che si apre una nuova fase nella tormentata vertenza del gruppo ex-Ilva”.

“La presenza dello Stato nel nuovo assetto societario del gruppo – dicono – deve tradursi in un elemento di garanzia pubblica che sia però capace di generare prospettive industriali, investimenti certi e certezze sia per la continuità occupazionale che per il risanamento ambientale. Soprattutto deve rappresentare sin da subito un cambio di passo sulle relazioni industriali. Per questo proponiamo nuovamente l’avvio di forme di coinvolgimento e di partecipazione attiva e continuativa dei rappresentanti dei lavoratori nella governance dell’azienda che contribuiscano alla realizzazione di tutti gli impegni che sono da tempo sul tavolo. Questo ovviamente non puo’ prescindere dalla convocazione immediata di un tavolo unico che unisca Governo e azienda, per avviare, finalmente la trattativa per un indispensabile accordo sindacale, necessario al rilancio dell’ex-Ilva e soprattutto per dare sicurezza ai lavoratori rispetto al loro futuro, da troppi anni incerto”.
“La situazione gestionale del gruppo e la situazione della manutenzione degli impianti non ammette ritardi – aggiungono – il tavolo negoziale col sindacato dovrà affrontare tutti i temi fondamentali per il futuro del Gruppo”.

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