Milioni di nuovi utenti per Telegram e Signal dopo aggiornamento privacy WhatsApp

(Teleborsa) – Continua la migrazione di massa da WhatsApp verso Signal e Telegram, che risultano tra le applicazioni più scaricate dagli store digitali negli ultimi giorni. Tutto ciò si sta verificando perchè WhatsApp ha chiesto ai suoi utenti di accettare una modifica contrattuale unilaterale dei termini e delle condizioni di servizio che entrerà in vigore l’8 febbraio. L’aggiornamento non ha nulla a che fare con le chat dei singoli utenti, ma è stato attuato per favorire una maggiore condivisione con Facebook dei dati delle aziende che utilizzano WhatsApp Business per il loro servizio clienti. Su WhatsApp Business, le aziende possono archiviare le conversazioni avute con gli utenti/clienti. E utilizzarle a scopi commerciali.

Il risultato è stato però una migrazione di massa che, se durasse, potrebbe indebolire il potere di Facebook. Martedì, Telegram ha affermato di aver aggiunto più di 25 milioni di utenti nei tre giorni precedenti, portandolo il suo totale a oltre 500 milioni di utenti. Signal ha aggiunto quasi 1,3 milioni di utenti solo lunedì, dopo una media di 50.000 download al giorno l’anno scorso, secondo le stime di Apptopia.

Per questo WhatsApp si è affrettata a pubblicare una nuova pagina di FAQ sul suo sito per spiegare le proprie posizioni sulla privacy degli utenti e il recente aggiornamento. “Vogliamo chiarire che l’aggiornamento delle policy non influisce in alcun modo sulla privacy dei tuoi messaggi con amici o familiari – ha scritto la società sul sito – Invece, questo aggiornamento include modifiche relative alla messaggistica di un’azienda su WhatsApp, che è facoltativa, e fornisce ulteriore trasparenza su come raccogliamo e utilizziamo i dati”.

Ciò però non è servito a fermare i download di Signal e Telegram, percepite come più sicure da molti utenti. Signal consente l’invio di messaggi con crittografia end-to-end, il che significa che nessuno tranne il mittente e il destinatario può leggerne il contenuto. Telegram offre alcune opzioni di messaggistica crittografata, ma è popolare per le sue chat di gruppo in cui le persone possono discutere una varietà di argomenti.

Le differenze tra le varie app possono però confondere gli utenti meno esperti. Mentre WhatsApp offre le crittografia end-to-end di tutte le sue chat, Telegram ha una crittografia differente: l’end-to-end si può attivare nelle cosiddette Chat Segrete, che non sono recuperabili dai suoi server, impedisce che si re-inviino i messaggi, dove non si può catturare la schermata e che si possono eliminare automaticamente dopo un certo tempo.

Un vantaggio importante per Signal è che l’app non conserva i metadati, cioè data e ora di invio, i numeri di telefono del mittente e del destinatario, la loro localizzazione. L’applicazione conserva solo il numero di telefono, la data di registrazione dell’account e l’ultima connessione ai server.

Intanto ieri il garante per la privacy ha detto che il messaggio con il quale WhatsApp ha avvertito i propri utenti degli aggiornamenti sulla condivisione dei dati con altre società del gruppo e l’informativa sul trattamento dei loro dati personali, sono poco chiari e intelligibili e devono essere valutati attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy. “WhatsApp è molto usata, anche da consumatori non superdigitalizzati, quindi l’informativa deve essere superchiara – ha affermato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Bene che si intervenga anche in via d’urgenza, così che si possa eventualmente rimediare prima dell’8 febbraio, tutelando così gli utenti”.

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