Milan, sentenza Uefa: sanzioni in vista per il fair play finanziario

Pesante multa ed esclusione dalle coppe per il club rossonero senza pareggio di bilancio

Guai in vista per il Milan. La vicenda legata al fair play finanziario che ha trascinato il club rossonero nella bufera è giunta al suo epilogo e la sentenza emessa dalla UEFA è tutt’altro che leggera.

Non bastava l’esclusione dall’Europa League maturata a malo modo proprio pochi giorni fa sul campo di Atene contro l’Olympiakos a far tremare il club di proprietà del Fondo Elliot. Ora la dirigenza milanista dovrà fare i conti con una pesante multa da 12 milioni di euro, una riduzione della rosa per le future competizioni internazionali relative al triennio 2019-2021 e un avvertimento, che ha tutta l’aria di un “aut-aut”: o il Milan riuscirà a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 30 giugno 2021, o dovrà dire addio alle Coppe Europee almeno per almeno altre due stagioni.

I commissari UEFA incaricati deliberare sul futuro della società rossonera hanno deciso di adottare una linea decisamente dura. La sanzione economica secca da 12 milioni (che verranno trattenuti sai premi maturati nell’edizione di Europa League attualmente in corso) appare addirittura secondaria rispetto al “break-even” imposto dal comitato giudicante. In pratica, tutto ciò vuol dire che nel giro di due gestioni e mezzo il Milan dovrà risolvere i suoi guai finanziari. Per le prossime edizioni delle competizioni europee, inoltre, non potrà presentare più di 21 giocatori nella lista UEFA, contro i 25 normalmente consentiti.

La sentenza comporterà nell’immediato una pesante riduzione del budget su cui il club potrà fare affidamento già a partire dai prossimi mesi e imporrà un percorso altrettanto impegnativo per raggiungere l’obiettivo insindacabile del pareggio di bilancio in tempi brevi. Considerando che la stagione precedente si era chiusa con un passivo di 126 milioni, potrebbe non bastare un miracolo – oltre ad una clamorosa impennata del fatturato – per riuscire a risanare le finanze della società rossonera.

La sentenza non prevede, infatti, margini di trattativa e non contempla alcun percorso di patteggiamento o programmazione ‘assistita’ a lungo termine come nei casi di “settlement” o “voluntary agreement“. Nessuna alternativa possibile sembrerebbe profilarsi per il Milan visto il pugno di ferro della Uefa. Il club rossonero che ha attualmente in forze giocatori del calibro di Higuain, potrebbe pensare a presentare un nuovo ricorso e andare in appello a Losanna, ma si tratta di ipotesi che per ora non nessuno, in casa Milan, ha voluto confermare.

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