Microsoft e Facebook superano il test bilancio. Stasera tocca a Apple e Amazon

(Teleborsa) – Microsoft e Facebook superano a testa alta l’attesissimo test delle trimestrali facendo ben sperare per un proseguimento del momento magico del settore high tech statunitense.

Microsoft ha chiuso il secondo trimestre fiscale con una perdita di 82 centesimi ad azione contro un utile per azione di 80 centesimi dello stesso periodo del 2016. Escludendo i costi della riforma fiscale, pari a 13,8 miliardi di dollari, gli utili sono pari a 96 centesimi ad azione e superano ampiamente gli 86 centesimi del consensus.

I ricavi sono balzati del 12% a quota 28,92 miliardi di dollari a fronte dei 28,40 miliardi attesi dal mercato. Quelli della divisione più importante – che comprende Windows, i device, i giochi e la pubblicità – sono saliti del 2%, a quota 12,02 miliardi di dollari. Il fatturato della divisione Office e dei servizi cloud è aumentato invece del 12% mentre i nuovi utenti di Office 365 sono aumentati di 29,2 milioni.
Per quanto riguarda i ricavi legati ai server cloud – che comprendono anche la piattaforma Azure – c’è stata una crescita del 15% a 7,8 miliardi. LinkedIn, comprata un anno fa a 26 miliardi di dollari, ha aumentato i suoi ricavi di 1,3 miliardi di dollari.

Per il trimestre in corso, il gruppo si attende ricavi compresi tra 25,25 e 25,95 miliardi di dollari. Gli analisti si aspettavano 25,5 miliardi di dollari.

Subito dopo la diffusione dei conti le azioni Microsoft hanno perso terreno arrivando a cedere il 2% nel dopo Borsa USA, salvo poi recuperare durante la conference call con gli analisti. Da rilevare che in un anno le azioni del colosso di Redmond hanno guadagnato il 50%.

Anche Facebook ha presentato una trimestrale solida e all’altezza delle aspettative, compensando la delusione per il calo del tempo trascorso dagli iscritti sul social network con la decisione di far pagare molto di più per ogni inserzione pubblicitaria ospitata.

L’azienda di Menlo Park ha chiuso il quarto trimestre con utili in crescita del 20% a 4,27 miliardi di dollari. Il risultato è stato tuttavia frenato da un impatto fiscale da 3,19 miliardi di dollari, di cui 2,27 miliardi dovuti alla riforma tributaria approvata in USA prima di Natale. Al netto delle poste straordinarie l’utile per azione è di 2,21 dollari e batte le stime degli analisti, ferme a 1,95 dollari.

I ricavi sono balzati del 47% a 12,97 miliardi di dollari, oltre i 12,55 miliardi del consensus e ancora una volta a livelli senza precedenti, mentre il fatturato generato dalla pubblicità è volato del 48% a 12,78 miliardi.

Nell’ultimo trimestre dell’esercizio 2017, gli utenti che hanno usato quotidianamente Facebook sono stati in media 1,40 miliardi (+14% annuo), leggermente di meno di 1,41 miliardi calcolati dal mercato. Va sottolineato che la crescita rispetto al terzo trimestre del 2017 è stata di solo il 2,4%, la più bassa di sempre a livello sequenziale e decisamente sotto il tasso di crescita del 4,1% dello stesso periodo del 2016.

Gli utenti attivi mensilmente hanno raggiunto quota 2,13 miliardi (+14%), come previsto dagli analisti.

A deludere gli investitori il fatto che il tempo trascorso dagli iscritti sul social network è calato di circa 50 milioni di ore al giorno, cosa avvenuta ancora prima dell’introduzione di modifiche radicali al News Feed, con cui il Gruppo dà maggiore rilevanza ai post di amici e parenti e meno a quelli dei media.

Timori anche per il preannunciato boom delle spese per evitare abusi sulla piattaforma, anche se il fondatore e CEO Mark Zuckerberg su questo tema è stato inamovibile: nella call ha dichiarato infatti che “proteggere la nostra comunità è più importante della massimizzazione dei nostri profitti”.

Anche le azioni Facebook hanno perso terreno nel dopo Borsa, recuperando poi le perdite durante la conference call.

Questa sera saranno Apple e Amazon ad alzare il velo sui conti.

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