Michael Burry, “Big Short” da oltre 530 milioni contro Tesla

(Teleborsa) – Il family office di Michael Burry, Scion Asset Management, ha rivelato in un deposito normativo di avere opzioni put ribassiste su 800.100 azioni di Tesla alla fine del primo trimestre, per un valore di 534 milioni di dollari. Le posizioni corte sono usate dagli investitori quando questi credono che il valore di un titolo sia destinato a calare.

Burry è conosciuto per essere stato il primo investitore a prevedere e trarre profitto dalla crisi dei mutui subprime verificatasi tra il 2007 e il 2010 ed è stato reso famoso grazie all’interpretazione di Christian Bale nel film “The Big Short” (in italiano “La grande scommessa”).

Negli ultimi mesi Burry è stato sempre più scettico sulle valutazioni altissime di Tesla. A febbraio, aveva twittato “il mio ultimo Big Short è diventato sempre più grande e PIÙ GRANDE“, riferendosi all’impennata della capitalizzazione di mercato di Tesla. “Goditela finché dura”, aveva aggiunto. L’anno scorso Burry aveva anche affermato che i crediti regolamentari verdi su cui Tesla ha fatto affidamento per generare profitti diminuiranno man mano che Fiat Chrysler aumenterà le vendite: effettivamente poi Stellantis ha confermato che a partire da quest’anno ne farà a meno.

“Tesla è in calo del 14% dalla fine del primo trimestre, quindi, a conti fatti, queste posizioni sono state redditizie, anche se è impossibile saperlo con certezza – ha detto a Bloomberg Steve Sosnick, capo stratega di Interactive Brokers – Sta esprimendo il tipo di scetticismo che molti hanno su Tesla. Sarei propenso a credere che abbia accumulato opzioni Tesla in vari periodi, e alcune di esse probabilmente sono scadute”.

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