Metalli preziosi, per UBP anche il 2021 sarà positivo per oro e argento

(Teleborsa) – Per il 2021 ci sono grandi aspettative per i metalli preziosi come beni rifugio, soprattutto per quel che riguarda l’oro che è destinato a superare i valori da record registrati nel 2020. È quanto emerge da un’analisi del Global Head of Forex Strategy di UBP, Peter Kinsella, riportata da Radiocor.

“Nel 2021 l’oro continuerà a beneficiare di molti dei fattori che lo hanno spinto a toccare nuovi massimi storici nel 2020, superando circa 2.200 dollari entro fine anno. Questo è in linea con la futura crescita della massa monetaria M2 negli Usa e la politica monetaria dovrebbe continuare a essere di supporto – ha detto Kinsella – Inoltre, la prospettiva di ulteriori quantitative easing, tassi negativi sui depositi e le aste di titoli di Stato a tassi negativi stanno aumentando il potenziale di rialzo dell’oro”.

Kinsella ha spiegato come le tensioni geopolitiche che stanno caratterizzando il panorama mondiale “giocano in favore dell’oro” e anche se l’arrivo del vaccino contro il Covid-19 consentirà alle economie di riaccendere il motore, l’attesa di Kinsella è quella che il prezioso metallo possa beneficiare anche della ripresa della domanda dei consumi, soprattutto nel continente asiatico. “Prevediamo rischi al rialzo sul prezzo dell’oro. Gli investitori stanno mantenendo considerevoli posizioni lunghe sull’oro ma come nel 2020, continueranno a preferire l’oro fisico rispetto a quello finanziario e questo significa che possiamo aspettarci una forte domanda sottostante”, ha spiegato.

Positivo anche il giudizio di Kinsella per l’argento – “riteniamo poco probabile un calo dei prezzi” – che vede un aumento verso i 32 dollari l’oncia entro fine anno, “con rischi nettamente al rialzo”. “L’argento dovrebbe essere sostenuto da una graduale ripresa dell’economia globale, dal moltiplicarsi dei modelli di green economy nei principali Paesi e dagli stessi fattori monetari che sostengono l’oro”, ha aggiunto Kinsella

Il 2020 è stato invece un anno nero per il platino. Per Kinsella la ragione risiede nel crollo della domanda di gioielli, nella frenata dell’industria automobilistica e a un notevole surplus dell’offerta. “Questi fattori, unitamente all’abbandono dei motori a diesel, rendono poco probabile una significativa accelerazione nel 2021”, ha spiegato Kinsella aggiungendo che il progressivo phase out dalle motorizzazioni diesel resterà anche nei prossimi anni un freno per le le valutazioni del platino, “dal momento che circa il 40% della domanda ha riguardato proprio questo tipo di vetture negli ultimi anni”, mentre nel lungo periodo la speranza risiede nell’idrogeno.

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