Mercato obbligazionario, il 2021 è iniziato in ritirata

(Teleborsa) – Il mercato obbligazionario ha iniziato male l’anno, registrando la peggiore performance dal 2015, a causa della fiducia degli investitori su una ripresa economica, stimolata dai vaccini anti-Covid, e dal conseguente emergere di pressioni inflazionistiche. Proprio questa prospettiva e quella un graduale aumento die tassi d’interesse di riferimento, infatti, ha fatto risalire i rendimenti dei bond, penalizzando il mercato obbligazionario.

Secondo i Financial Times, l’indice Bloomberg Barclays Multiverse, che replica l’andamento di titoli rappresentativi di 70 trilioni di dollari di debito, ha ceduto l’1,9% dalla fine dello scorso anno in termini di total return, un indicatore che tiene conto delle variazioni di prezzo e del pagamento degli interessi. Si tratta della peggiore performance trimestrale dalla metà del 2018 e della battuta d’arresto più forte degli ultimi sei anni.

L’inversione del mercato è iniziata a gennaio dopo la vittoria elettorale dei Democratici e l’approvazione di un maxi piano di stimoli per l’economia – ricorda il quotidiano finanziario britannico – ma il sell-off si è fatto più pronunciato nelle ultime settimane ed ha colpito soprattutto i titoli del debito pubblico, più esposti all’erosione dei rendimenti. I più colpiti sono T-bond americani con un total return sceso di oltre il 9% quest’anno.

Parallelamente, i rendimenti si sono mossi al rialzo, con i Treasury decennali che hanno raggiunto un rendimento % dallo 0,9% di inizio anno. Anche i rendimenti dei titoli di stato australiani sono saliti oltre i livelli pre-pandemia, mentre quelli giapponesi hanno superato lo 0,1% per la prima volta dal 2018 ed i titoli di debito del Regno Unito sono sulla buona strada per realizzare il più ampio aumento trimestrale dal 2013.

(Foto: © gguy/123RF)

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