Mercati in stand-by. Dopo la BCE il focus si sposta su Fed e occupati USA

(Teleborsa) – Si muovono con cautela i mercati del Vecchio Continente rimasti delusi dall’atteggiamento “poco dovish” della BCE che ha confermato la dimensione quantitativa del QE che rimane sui 60 miliardi di acquisti netti al mese.  Gli operatori, infatti, si attendevano un potenziamento più deciso del quantitative easing mentre Draghi ha annunciato un’estensione temporale del QE ed ha lasciato invariato l’importo mensile di titoli acquistabili a fronte di attese per un incremento.

Ora l’attenzione degli investitori si focalizzerà sui dati USA sull’occupazione in vista del decisivo meeting della Federal Reserve, in calendario il 16 dicembre, mentre i derivati statunitensi preannunciano una partenza positiva per la borsa di Wall Street. Focus anche sul meeting dell’Opec. 

Sessione debole per sull’Euro / Dollaro USA, che scambia con un calo dello 0,47%. L’Oro mantiene la posizione sostanzialmente stabile su 1.061,9 dollari l’oncia. Forte rialzo per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mette a segno un guadagno dell’1,70%.

Consolida i livelli della vigilia lo spread, attestandosi a 96 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona all’1,65%.

Tra gli indici di Eurolandia, giornata fiacca per Francoforte, che mostra un calo dello 0,54%; sostanzialmente invariato Londra, che riporta un -0,14%. Piccola perdita per Parigi, che lima lo 0,49%. A Milano, il FTSE MIB è sostanzialmente stabile e si posiziona su 21.997 punti. 

Vendite al dettaglio (+1,58%), Telecomunicazioni (+0,94%) e Chimici (+0,88%) in buona luce sul listino milanese. Nel listino, le peggiori performance sono state quelle dei settori Sanitario (-0,95%), Utility (-0,82%) e Automotive (-0,77%).

Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari, acquisti a piene mani su Finmeccanica, che vanta un incremento del 2,27%. Denaro anche su altri industriali, come Cnh Industrial, che mostra un ampio vantaggio dell’1,89%.

Nel lusso, ben impostata YOOX NET-A-PORTER, che mostra un incremento dell’1,65%.

Fra gli energetici, tonica Saipem che evidenzia un bel vantaggio dell’1,52%. I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Snam -1,30% su prese di profitto dopo il rally di ieri grazie alle novità sulle bollette energetiche. 

Acquisti su Telecom Italia (+0,96%) galvanizzata da UBS che ha alzato il giudizio a neutral dal precedente sell e dopo le precisazioni di Vivendi in risposta ai fondi.

Nel complesso deboli le banche: sotto pressione Banca Mps, che accusa un calo dell’1,13%. Scivola Mediobanca, con un netto svantaggio dell’1,11%. Tentenna UBI Banca, che cede lo 0,98%.

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