Mercati europei deboli, l’accordo sul petrolio delude gli operatori

(Teleborsa) – Finale in ordine sparso per le principali borse europee, penalizzate dai segnali di deterioramento del sentiment economico dell’UE, evidenziati in mattinata dall’indice tedesco Zew. Più in generale, sui listini pesa la crisi cinese, il tonfo dei prezzi del petrolio e la convinzione che gli sforzi messi in atto dalle banche centrali stiano perdendo la loro potenza. Fattori che stanno alimentando quest’anno la volatilità dei mercati finanziari.

Sostanzialmente stabile l’Euro / Dollaro USA, che continua la sessione sui livelli della vigilia e si ferma a 1,115. L’Oro prosegue gli scambi con guadagno frazionale dello 0,39%. Profondo rosso per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che continua gli scambi a 28,85 dollari per barile, in netto calo del 3,06%. I prezzi dell’oro nero, sono saliti sulla notizia dell’accordo tra Arabia e Russia, ma successivamente hanno intrapreso la via del ribasso, sulla delusione che l’intesa dei “Grandi” non contempla un taglio alla produzione, ma solo un congelamento.   

Consolida i livelli della vigilia lo spread, attestandosi a 136 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona all’1,62%.

Tra i mercati del Vecchio Continente, calo deciso per Francoforte, che segna un -1,04%; guadagno moderato per Londra, che avanza dello 0,40%. Giornata fiacca per Parigi, che archivia la seduta con un calo dello 0,39%. Sessione debole per il listino milanese, che scambia con un calo dello 0,66% sul FTSE MIB. 

Media (+2,32%), Chimici (+1,12%) e Banche (+0,58%) in buona luce sul listino milanese. Tra i peggiori della lista di Milano, in maggior calo i comparti Telecomunicazioni (-5,68%), Materie prime (-3,35%) e Alimentari (-1,94%).

In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo ancora una volta le banche, recentemente più penalizzate dalle vendite: Banca Mps (+12,16%), UBI Banca (+5,47%), Banca Popolare dell’Emilia Romagna (+4,95%) e Banca Popolare di Milano (+4,38%).

I più forti ribassi, invece, si verificano su Telecom Italia, (-6,27%) dopo i conti ed il piano.

Vendite a piene mani sui petroliferi, come Tenaris, che soffre un decremento del 3,62%. Bene, invece, Saipem +1,98% che ha chiuso in anticipo l’offerta dei diritti inoptati.

Tra le altre blue chips, scala le marce Fiat Chrysler Automobiles -1,59%, dopo una partenza sprint, in scia ai dati sulle immatricolazioni europee.

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