Meno assegni “a vuoto” nel 2016: nel primo trimestre “solo” 28 mila, media 311 al giorno

(Teleborsa) – Gli assegni si usano sempre meno ma quelli “scoperti” non passano del tutto di moda: nei primi tre mesi dell’anno sono stati quasi 28 mila i titoli cosiddetti “cabriolet” piazzati, alla media di 311 al giorno, per un valore di poco più di 100 milioni di euro, per la precisione 107.756. Il Registro informatico dei protesti, gestito da Unioncamere-Infocamere, segnala un calo continuo del numero degli assegni scoperti nel nostro Paese con una diminuzione fra il primo trimestre di quest’anno e quello dello scorso anno di quasi 10 mila unità.

“L’utilizzo della moneta elettronica sta probabilmente agevolando la riduzione dei titoli protestati, in particolar modo degli assegni –  sottolinea il Presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello – e così ci troviamo di fronte a un percorso di crescita anche culturale molto importante che il nostro Paese sta compiendo e deve continuare a compiere per rendere più efficiente e sicuro il mercato italiano”.

La parte del leone, a livello regionale, la fa il Lazio con 8.171 assegni “scoperti” nei primi tre mesi, seguito dalla Lombardia (7.128) e dalla Campania (2.439). Quest’ultima regione vince invece la poco gratificante classifica del numero delle cambiali protestate (18.758) davanti a Lombardia (17.203) e Lazio (14.840).

A livello provinciale, invece, spicca la virtù degli abitanti di Gorizia, con un solo assegno scoperto nel periodo considerato. Altissima però anche l’affidabilità degli abitanti di Fermo e di Biella: sono meno di 10 i titoli loro contestati.

Sul fronte opposto, le grandi città. A partire da Roma, dove gli assegni cabriolet sono stati 7.405, e Milano, con 6.058 assegni “a vuoto”. Terza in classifica, ma ad una bella distanza dalle prime due, è Napoli, ai cui abitanti sono stati contestati 1.351 assegni “scoperti”.

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