MEF, entrate tributarie calano del 2,8% nei primi undici mesi del 2020 causa pandemia

(Teleborsa) – Nel periodo gennaio-novembre 2020, le entrate tributarie erariali hanno ammontato a 393.646 milioni di euro, con una riduzione di 11.266 milioni di euro, pari al -2,8%, rispetto allo stesso periodo del 2019. Lo segnala il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che sottolinea anche come la variazione negativa rifletta sia il peggioramento congiunturale dovuto alla seconda ondata dell’emergenza, sia le misure del Governo che hanno sospeso o ridotto i versamenti di alcuni tributi per specifiche categorie di contribuenti.

In particolare, il DPCM del 3 novembre 2020 e il DL Ristori bis hanno sospeso, per alcune attività economiche su tutto il territorio nazionale e per altre in zona arancione-rossa, i termini di versamento, in scadenza nel mese di novembre 2020, relativi alle ritenute per i redditi da lavoro dipendente e assimilato, alle addizionali regionali e comunali e all’IVA.

Le imposte dirette, nel periodo gennaio-novembre 2020, sono state di 225.568 milioni di euro, con un incremento di 12.514 milioni di euro (+5,9%) rispetto allo stesso periodo del 2019. Il gettito IRPEF si è attestato a 170.606 milioni di euro con un incremento di 502 milioni di euro (+0,3%). L’andamento delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato e sui redditi di lavoro autonomo mostra rispettivamente una flessione del 5,8% e del 6,3%, mentre le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico registrano un incremento pari al 4,2%. I versamenti Irpef da autoliquidazione segnano un incremento del 19,6%. L’IRES ha registrato un incremento di 8.394 milioni di euro (+39,6%).

Tra le altre imposte dirette vanno segnalati gli incrementi dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+1.133 milioni di euro) che riflettono le performance positive dei mercati finanziari nel corso del 2019 e dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (+1.129 milioni di euro), il cui incremento è determinato dai risultati positivi dei rendimenti medi ottenuti nel 2019 dalle diverse tipologie di forme pensionistiche complementari. L’imposta sostitutiva sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale, invece, mostra un calo dell’1,8%.

Le imposte indirette hanno totalizzato 168.078 milioni di euro con una diminuzione di 23.780 milioni di euro (-12,4%). Il notevole calo è imputabile principalmente alla riduzione dell’IVA (-12.948 milioni di euro, pari a -11%) e, in particolare, alla componente di prelievo sugli scambi interni (-9.370 milioni di euro pari a -8,9%), per effetto del rinvio dei versamenti dell’IVA. Il gettito dell’IVA sulle importazioni registra nel periodo un calo pari a -3.578 milioni di euro (-28%). Tra le altre imposte indirette, registrano una diminuzione l’imposta sulle assicurazioni -4,5% e l’imposta di registro -18,9%, mentre l’imposta di bollo segna un incremento del 2,1%.

Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi hanno registrato una riduzione di 3.613 milioni di euro (-16,1%). Analogamente hanno mostrato una diminuzione di gettito l’accisa sul gas naturale per combustione (-503 milioni di euro, -15,3%), l’accisa e imposta erariale sui gas incondensabili (-102 milioni di euro, -18,3%) e l’accisa sull’energia elettrica e addizionale (-46 milioni di euro, -1,8%) per effetto, in particolare, dell’applicazione del decreto rilancio con il quale sono state ridotte le rate di acconti del gas naturale e dell’energia elettrica. Le entrate relative ai “giochi” hanno ammontato, nei primi 11 mesi del 2020, a 9.151 milioni di euro (-4.917 milioni di euro, -35%).

Il gettito delle entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si è attestato a 7.446 milioni di euro (-3.435 milioni di euro, pari a -31,6%) di cui: 3.354 milioni di euro (-2.415 milioni di euro, -41,9%) sono affluiti dalle imposte dirette e 4.092 milioni di euro (-1.020 milioni di euro, -20%) dalle imposte indirette. I dati sono stati influenzati dal decreto Cura Italia, dal decreto Rilancio, dal decreto Agosto e dal decreto legge n.129 del 20 ottobre, che hanno differito i termine di sospensione del versamento delle entrate derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’agente della riscossione.

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