MEF da nuovo decreto sulle banche tempi più brevi per il recupero crediti

(Teleborsa) – Il nuovo decreto sulle banche entrato in vigore oggi che detta Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché  regole a favore degli investitori in banche in liquidazione “contiene importanti misure per velocizzare il recupero dei crediti”. Lo rivela il  Ministero dell’Economia in un’analisi del provvedimento.

“Le misure sulle procedure di insolvenza e sulle procedure esecutive, “che si aggiungono a quelle già varate l’estate scorsa, insieme all’istituto del cosiddetto patto marciano contribuiranno a semplificare gli adempimenti e a snellire le procedure per il recupero dei crediti. Il complesso degli interventi – sottolinea il Tesoro – avrà ripercussioni positive sull’economia reale in quanto le banche, che rientrano più facilmente dei loro crediti, disporranno di spazi maggiori in bilancio per erogare prestiti alle imprese”.

Allo stesso tempo, “sarà più facile per le imprese ottenere finanziamenti dagli istituti di credito, che possono contare su procedure semplificate e celeri per recuperare le somme erogate in caso di inadempimento nel pagamento delle rate”. 

Il patto marciano, sottolinea ancora il Ministero dell’Economia, “prevede l’assegnazione stragiudiziale degli immobili dati a garanzia di un finanziamento ed e’ la novità  più rilevante tra quelle del decreto legge. Essa prevede la possibilità che a fronte di un finanziamento le parti stipulino un contratto di cessione di un bene quale garanzia della restituzione”.

In caso di inadempimento del debitore, “la banca entra in possesso del bene (che non può’ coincidere con l’abitazione dell’imprenditore ne’ di un suo congiunto) con una procedura molto semplice, senza il passaggio per il sistema giudiziario. Al debitore spetta comunque la differenza tra il debito residuo e il valore del bene. Il valore del bene viene stimato da un perito indipendente, nominato dal giudice”. Questa misura consente quindi “di stipulare contratti di finanziamento con la facoltà per il creditore di entrare in possesso del bene posto in garanzia in soli 7-8 mesi contro i 40 attualmente stimati per le esecuzioni immobiliari attraverso la procedura giudiziale”.

Se l’effetto “è evidente per i nuovi finanziamenti, la misura ha un impatto anche sui contratti di finanziamento già stipulati, per due ordini di motivi. Innanzitutto le parti possono trovare utile rinegoziare il contratto di finanziamento, così che il patto marciano possa essere introdotto in fase di rinegoziazione: il debitore potrebbe averne un beneficio in termini di durata e di costo del finanziamento, il creditore potrebbe aumentare le probabilità di recuperare il prestito”.

“Un secondo effetto – aggiunge il Tesoro – è legato al rapporto tra stock e flussi di procedure giudiziali: il tempo di smaltimento delle procedure già avviate dipende anche dal numero di nuove procedure; grazie all’uso del patto marciano le nuove procedure potrebbero diminuire drasticamente, e la minore pressione dei nuovi flussi renderebbe più rapidi i tempi di gestione di quelle giacenti”.

Altre misure, spiega il Tesoro, “che introducono l’impiego di strumenti telematici nelle procedure concorsuali daranno un contributo alla velocizzazione delle stesse. Stesso obiettivo hanno le misure relative alle procedure esecutive, in particolare le nuove norme in tema di vendite forzate rafforzano la salvaguardia del valore dell’impresa e dei singoli beni, oltre ad arginare comportamenti opportunistici e con finalità meramente dilatorie”.

L’insieme delle misure di semplificazione e modifica alle procedure concorsuali varate dal governo dal 2015 in poi “hanno un impatto sul recupero crediti che stime indipendenti valutano nella misura di tre anni di riduzione sui tempi medi rispetto alle stime diffuse tra gli operatori”.

“Altra importante misura – secondo Via XX Settembre – è il pegno non possessorio, che consente all’imprenditore di accedere al credito costituendo un pegno su beni mobili senza esserne spossessato, ma continuando a usarli nell’attività di impresa. Il beneficio è sia per l’imprenditore, che vede ampliarsi le possibilità di avere accesso al credito e al contempo di continuare l’attività di impresa senza privarsi di beni a ciò’ necessari, sia per la banca, grazie alla maggiore semplicità ed efficacia delle tecniche di realizzo previste in caso di inadempimento”.

C’e’ anche, conclude il Ministero dell’Economia, “l’istituzione del registro dei crediti deteriorati, che consente ai soggetti interessati all’acquisto di disporre agevolmente e con costi contenuti di un adeguato set informativo, nonché alle autorità di vigilanza di effettuare un monitoraggio più’ specifico: si agevola cosi’ la creazione di un mercato dei crediti deteriorati e si rafforza ulteriormente la stabilità finanziaria”.

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