Meeting FED, gli analisti non si aspettano colpi di scena

(Teleborsa) – C’è molta attesa per la conferenza stampa del governatore della FED Jerome Powell, che arriveranno dopo un meeting di due giorni del Federal Open Market Committee (FOMC), il principale organismo della Federal Reserve statunitense. Powell comunicherà i dati aggiornati sull’economia statunitense ed eventuali scelte sui tassi di interesse.

Gli annunci delle banche centrali di tutto il mondo sono tornati al centro delle attenzioni di investitori e analisti in una fase in cui la pandemia non è stata ancora sconfitta ma allo stesso tempo ci sono segnali di ripresa e timori per un aumento repentino dell’inflazione, anche a causa dei piani di spesa dei governi per far ripartire l’economia.

Non aspettiamoci colpi di scena durante la conferenza stampa di oggi”, commenta Peter De Coensel, CIO Fixed Income di DPAM, secondo il quale la FED rimarrà in linea con le politiche attuali e pienamente a favore di un aiuto mirato alla pandemia. “La banca centrale statunitense non è particolarmente preoccupata dal valore dei moltiplicatori, ma lo è per la ripresa dell’occupazione, che richiederà più tempo di quanto previsto dalle stime di consenso – spiega De Coensel – Inoltre, non ci si deve aspettare nessun tapering: questo sarà infatti molto ritardato e, semmai, avrà un impatto sugli acquisti di T-Bill o di titoli coperti da ipoteca e (molto) meno sugli acquisti di Treasury”.

Anche secondo Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud Asset Management, è improbabile che la Federal Reserve annunci un cambiamento nella politica monetaria. Sottolineando la crescita notevole del rendimento di riferimento dei titoli di stato decennali statunitensi, Jung evidenzia che “finché questi aumenti saranno graduali, è probabile che la FED tolleri quei livelli“. Per quanto riguarda le proiezioni macroeconomiche aggiornate, l’analista prevede che “con il miglioramento del mercato del lavoro, l’arrivo di ulteriori stimoli e i significativi risparmi accumulati l’anno scorso, i consumi interni saranno un importante motore per la crescita”.

“Il mantra sarà: è ancora troppo presto per cambiare politica monetaria, perché gli obiettivi (occupazione e inflazione) sono ancora lontani”. È quanto sostiene Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia, il quale sottolinea che, “nonostante le pressioni sul mercato obbligazionario, (sell-off di titoli governativi a lunga scadenza e rendimenti nominali dei bond a medio/lungo termine in forte rialzo) crediamo che Jerome Powell possa aggrapparsi ancora una volta all’approccio wait and see“.

(Foto: @ Shutterstock)

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