Meeting BCE, atteso evento di basso profilo nonostante impennata inflazione

(Teleborsa) – La svolta da falco della FED e l’ennesimo aumento dell’inflazione dell’Eurozona ha accresciuto l’importanza della riunione della BCE di giovedì 2 febbraio, anche se gli osservatori non si aspettano annunci di rilievo da parte della Banca centrale europea. Siccome non saranno diffuse nuove previsioni economiche in questo appuntamento, si presterà attenzione al tono della dichiarazione della BCE e alla conferenza stampa della presidente Christine Lagarde. La numero uno dell’Eurotower è stata finora uno dei membri più accomodanti del comitato della BCE, continuando ad affermare che le cause dell’alta inflazione dovrebbero allentarsi nel corso di quest’anno e che un aumento dei tassi nel 2022 è “molto improbabile”. Gli investitori sono in sostanza concordi nell’aspettarsi una conferma del graduale percorso di normalizzazione della politica monetaria da parte della BCE, e quindi un ritardo rispetto alla BOE e alla FED in termini di inasprimento monetario.

“È improbabile che vi siano cambiamenti di politica monetaria, dopo le difficili decisioni prese in dicembre sul percorso degli acquisti netti di asset, con quelli nell’ambito del PEPP che termineranno come previsto a marzo, mentre l’APP non avrà per ora una data di scadenza – ha commentato Pietro Baffico, European Economist di abrdn – La BCE potrebbe riconoscere un alto livello di incertezza sul futuro percorso dell’inflazione. Le rinnovate incertezze includono l’impatto dell’ultima ondata di Covid-19, così come le pressioni dovute ai mercati energetici. Gli investitori dovrebbero comunque considerare che la BCE manterrà un approccio flessibile e basato sui dati per tutto l’anno”.

Secondo Konstantin Veit, Senior Portfolio Manager European Rates di PIMCO, la BCE punterà a rendere la riunione di politica monetaria un evento di basso profilo. “A marzo, avremo nuove proiezioni macroeconomiche dello staff – ha spiegato – Se le proiezioni sull’inflazione, già ragionevolmente prudenti, presenteranno revisioni al rialzo per il 2023 e il 2024, la BCE probabilmente contemplerà un percorso di uscita in qualche modo accelerato, uno scenario che il mercato sta già prezzando“. “Crediamo che la BCE agirà probabilmente con il pilota automatico per la maggior parte del 2022, dato che l’asticella per un ulteriore allentamento monetario oltre al mix di politiche pre-pandemiche è alta”, ha aggiunto.

Un tasso di inflazione del 5%, ben oltre l’obiettivo del 2%, mette comunque sotto pressione la BCE. “Pensiamo che la BCE continuerà a resistere alle pressioni durante il 2022 – ha affermato Talib Sheikh, Head of Strategy, Multi-Asset di Jupiter AM – Le aspettative di un’inflazione a lungo termine sono ancora sotto il 2%, e perciò la BCE vorrà essere paziente“. “Ciò comporta comunque dei rischi: l’inflazione attuale è stata guidata dai colli di bottiglia della logistica, dalla carenza di forza lavoro dovuta al Covid e dai prezzi dell’energia e vediamo solo deboli segnali di una risoluzione di questi problemi” e quindi la questione principale è capire se “la dinamica inflazionistica dal lato delle merci può spostarsi sul lato dei servizi, specialmente con la forza lavoro che riottiene il suo vero potere di determinazione dei prezzi”.

“Non ci aspettiamo cambi nella politica monetaria, cioè nulla che riguardi una nuova serie di operazioni di rifinanziamento a lungo termine per obiettivi (TLTRO) o per livello. Tutto questo ci sembra prematuro prima di giugno 2022 – ha detto Francois Rimeu, Senior Strategist de La Française AM – Crediamo che il Presidente Lagarde riconoscerà che l’inflazione è in un trend al rialzo e da qui la necessità a marzo di rivedere in questa direzione le previsioni sull’inflazione per quest’anno”. “L’incertezza resta elevata, in particolare sull’inflazione a medio-lungo termine e sulle prospettive di crescita che riteniamo porteranno la BCE a rinviare qualsiasi annuncio significativo – ha aggiunto – A differenza di quanto sostenuto a dicembre, il Presidente Lagarde dovrebbe dichiarare che per quest’anno sono improbabili rialzi dei tassi“.