Mediobanca, Bolloré scende al 2,1%: “Persa influenza significativa”

(Teleborsa) – Vincent Bolloré “ha perso un’influenza significativa in Mediobanca nella seconda metà del 2020″. È quanto scritto nel comunicato sui conti 2020 dello stesso gruppo francese. Rispetto agli ultimi aggiornamenti, che lo davano poco sotto il 2,8%, è continuata la vendita delle azioni all’inizio di quest’anno, che hanno portato a scendere a febbraio poco sopra il 2,1%.

Il contributo al risultato netto arrivato dalle società non operative è ammontato a -32 milioni di euro nel 2020, rispetto a un dato positivo per 98 milioni di euro nel 2019, e a pesare è stata soprattutto Mediobanca. Dalla quota nella banca milanese è arrivato un contributo negativo per 172 milioni di euro corrispondenti al calo dei prezzi in Borsa, compensato a livello di risultato finanziario da un profitto di 159 milioni corrispondente alle coperture realizzate sui titoli e all’impatto della fine del metodo di contabilizzazione a patrimonio netto della partecipazione. Da TIM, altro gruppo italiano dove Bolloré è presente con Vivendi, il contribuito nel 2020 è stato positivo per 126 milioni di euro.

Nel complesso il gruppo Bolloré nel 2020 ha visto i ricavi calare del 3% a 24 miliardi di euro, a causa del calo dei prezzi e dei volumi di carburante trasportati, ma l’utile netto è cresciuto dell’11% a circa 1,6 miliardi. La società distribuirà un dividendo di 0,06 euro per azione.

Se l’imprenditore francese disinveste in Piazzetta Cuccia, c’è chi invece nell’istituto milanese fa il suo ingresso. Due giorni da Francesco Gaetano Caltagirone ha comunicato di essere entrato nel capitale di Mediobanca attraverso l’istituto finanziario 2012 con una quota pari all’1,014%.

Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto tempo, ma ognuno va per la sua strada in maniera del tutto indipendente”, ha detto Leonardo Del Vecchio a Repubblica, dopo che qualcuno aveva ipotizzato azioni coordinate in Mediobanca e Generali. “L’importante è che le aziende siano ben gestite, crescano e diano un buon ritorno agli azionisti – ha sostenuto il fondatore di Luxottica – Mediobanca e Generali sono due aziende di grande potenziale e fino a quando ci saranno i risultati il management non penso abbia nulla da temere”.

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