Mediaset tinuncia a progetto MFE, valuterà altre opzioni espansione

(Teleborsa) – Svolta imprevista nell’operazione MFE, la holding olandese che avrebbe dovuto portare alla fusione di Mediaset e Mediaset Espana, per creare un leader europeo nel settore dell’intrattenimento televisivo. Le continue opposizioni di Vivendi e l’ultima sentenza della corte spagnola che ha sospeso la fusione hanno portato l’azienda di Cologno a rinunciare al progetto, che cullava da più di un anno, ma non alle sue aspirazioni di espansione internazionale, che prenderanno ora un’altra direzione.

“Mediaset – si legge in una nota – prende atto della decisione del Tribunale Spagnolo, non ne condivide le conclusioni alle quali comunque si adegua, e riafferma che, anche sulla base dell’opinione dei propri consulenti legali di ciascuna delle giurisdizioni interessate dal progetto di fusione transnazionale, il progetto è conforme alle norme di legge applicabili, rispettoso dei diritti degli azionisti – cosi come affermato dai Tribunali italiani ed olandesi – e indirizzato esclusivamente al perseguimento degli interessi di Mediaset e di tutti gli azionisti che ne condividono lo sviluppo”.

“La decisione assunta dal Tribunale di Madrid – si sottolinea – è conseguenza soltanto dell’opposizione strumentale e preordinata di Vivendi che agisce nel proprio esclusivo interesse, anche quale concorrente del Gruppo Mediaset”.

“Poiché tuttavia la decisione spagnola impedisce di completare l’operazione entro il termine previsto ai sensi della legge olandese (2 ottobre 2020), il Consiglio di Amministrazione prende atto che il progetto di fusione, come deliberato il 7 giugno 2019, è quindi irrealizzabile a causa delle scadenze tecniche”, sottolinea Mediaset, aggiungendo che il CdA ha quindi “avviato immediatamente lo studio per un’esecuzione diversa del progetto originario che raggiunga i medesimi obiettivi”.

“È evidente – si precisa – che questa interruzione costituisce un grave danno frutto di un’ostilità pregiudiziale di Vivendi che ha iniziato a concretizzarsi subito dopo la rottura contrattuale esercitata dal gruppo francese nel 2016 (cessione Premium) con il successivo tentativo di scalata ai danni di Mediaset. Una serie di violazioni culminate oggi con le iniziative giudiziarie che hanno causato il blocco del progetto di fusione, violazioni onerosissime di cui Vivendi dovrà rispondere in Tribunale“.

Il Consiglio ha anche esaminato “la recente lettera inviata da Vivendi in cui la società annuncia, riconoscendo la valenza industriale del progetto MFE, la volontà di sostenere i progetti di sviluppo internazionali di Mediaset”, concludendo che questa dichiarazione arriva “fuori tempo massimo” e “non soddisfa” alcuna delle tre condizioni poste da Mediaset: creazione di valore per azionisti, soluzioni di sviluppo cruciali per il futuro del Gruppo, riparazione dei “danni irreparabili che le sono stati inferti”.

“Se Vivendi è davvero intenzionata a trattare su basi concrete e orientate agli interessi di tutti gli azionisti compresi quelli di maggioranza – conclude la nota – Mediaset è pronta ad aprire un tavolo di confronto in cui verificare il nuovo, positivo, approccio”.

Per effetto della mancata realizzazione della fusione, le azioni in relazione alle quali è stato esercitato il diritto di recesso ritorneranno nella disponibilità degli azionisti recedenti.

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