Mediaset, Pier Silvio Berlusconi: nuovo modello creerà efficienza e sviluppo

Dalla fusione con la consociata spagnola nascerà un colosso delle telecomunicazioni a livello europeo

(Teleborsa) – Necessità di creare una media company di livello internazionale, che sappia competere tanto nel panorama europeo quanto in quello mondiale.

Queste le motivazioni di fondo che hanno portato alla creazione di Mediaforeurope (abbreviata in Mfe), nuova holding di diritto olandese che ingloba il 100% di Mediaset Spa e il 100% di Mediaset España e le sarà conferita anche la partecipazione del 9,6% in ProSiebenSat1 acquisita nei giorni scorsi. La sede fiscale dell’azienda, comunque, resterà in Italia, così come quella di Finivest, azionista di maggioranza con il 36% del capitale (ma oltre il 50% del diritto di voto, proprio grazie alla legislazione dei Paesi Bassi).

La scelta dell’Olanda – spiega Mediaset in una nota – è puramente tecnica, le regole olandesi consentono infatti una governance in grado di favorire la stabilità della compagine azionaria, certezze gestionali e una maggiore flessibilità per perseguire opportunità di crescita e sviluppo. Non avverrà quindi alcuna delocalizzazione: le attività operative delle due società rimarranno in Italia e in Spagna, le sedi fiscali resteranno nei rispettivi paesi e ovviamente le tasse continueranno a essere pagate in Italia e in Spagna. Identico discorso per la produzione e l’occupazione che resteranno stabilmente in Italia e Spagna.

Mediaforeurope nasce con un obiettivo industriale e un nuovo modello operativo. Lo spiega in una nota Pier Silvio Berlusconi. L’Amministratore Delegato di Mediaset annuncia in una nota, “con soddisfazione” di aver costituito Mfe-Mediaforeurope, che ha l’obiettivo di creare valore e sviluppo e diventare la casa di un grande broadcaster europeo.

Abbiamo parlato del nostro progetto internazionale circa un anno fa e da allora ci abbiamo lavorato costantemente. Ora siamo pronti: abbiamo individuato un nuovo modello operativo che creerà efficienza e sviluppo. E oggi, in un mondo di competizione globale, creare un gruppo editoriale con dimensioni adeguate, che parli al pubblico europeo, diventa un fattore cruciale per il futuro.

Sarà un’operazione amministrativamente complessa, ma che fornirà da subito vantaggi molto evidenti agli azionisti che ci seguiranno. Abbiamo già individuato 107 milioni all’anno di sinergie e risparmi che raggiungeremo entro il 2023: e questo, comunque vadano i mercati, è un vantaggio per tutti gli azionisti.

In più – prosegue la nota – una volta completata l’operazione, Mediaforeurope effettuerà un buy back di azioni proprie per 280 milioni di euro ed entro il 2019 distribuirà un dividendo di 100 milioni di euro. E pensiamo che nel tempo questa integrazione in Mediaforeurope porterà ad aumentare gli investimenti produttivi proprio in Italia e Spagna.

E poi lo sviluppo: oggi un broadcaster moderno deve investire e avere una presenza rilevante anche sulle nuove piattaforme. Dobbiamo sviluppare una piattaforma a livello degli operatori globali e tutta la nuova tecnologia per la pubblicità del futuro. Unire le forze in maniera concreta ci permetterà di essere più efficienti e investire di più. E ovviamente tutte le sinergie già previste potranno aumentare in maniera esponenziale con l’adesione al progetto di un terzo o un quarto Paese.

Per questo motivo riteniamo che dopo questo primo passo anche altri alleati si uniranno alla nuova casa della televisione europea. Ecco perché, conclude Pier Silvio Berlusconi, “mi sento di dire che oggi con Mediaforeurope da un’eccellenza italiana parte una sfida europea”.

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