Media, la TV resta al top per gli italiani ma cresce il peso di internet

(Teleborsa) – Nel 2015 i media contavano circa l’1% del PIL italiano. Lo rileva l’Agcom, autorità garante per le comunicazioni, in un rapporto sul Sistema integrato delle comunicazioni (Sic), che comprende sia la TV, che la stampa e la pubblicità.

Il valore del settore è pari a 17,1 miliardi di euro, con una incidenza sul PIL pari all’1,05%. Fra i vari comparti, la radio e la TV fanno la parte da leone con un’incidenza dell’area radiotelevisiva pari al 49,5%. Cala il peso dell’editoria di circa un punto al 26,3%, mentre cresce il peso della pubblicità online al 9,7% più di quella esterna (al 2,2%) ed il cinema al 5,1% (beneficiario di fondi per 872 milioni). Le aree “below the line” restano stabili al 7,2%.

Per quanto concerne i servizi radiofonici, in base alle informazioni fornite dagli operatori del settore, nessuno realizza ricavi superiori al limite del 20% stabilito dal Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici (TUSMAR). Nell’abito del settore, i maggiori gruppi hanno un valore complessivo di 10 miliardi di euro, che rappresenta circa il 59% delle risorse totali del Sistema integrato delle comunicazioni.

Fra i grandi gruppi media al primo posto c’è la 21 Century Fox con il 15,4%, detenuto attraverso Sky Italia al 15,1% e Fox Network Group Italy allo 0,3%, mentre la Fininvest è al secondo posto con il 14,9%, in gran parte imputabile a Mediaset 13,3% ed in piccola parte ad Arnoldo Mondadori editore (1,4%). Terzo posto per la RAI al 13,7%, seguita da Gruppo Editoriale l’Espresso (3,3%), Google (3,2%), RCS MediaGroup (3%) Seat Pagine Gialle (1,4%) Facebook, Il Sole 24 Ore e Cairo Communication tutti all’1,3%.

Il settore TV vede ancora una bipolarità RAI-Mediaset, che rstano i due principali operatori in termini di audience, con il 34,4% e il  32,3% di quote di ascolto, pur attestandosi su livelli di share inferiori rispetto al 2012 .

L’editoria resta in crisi, soprattutto il settore dei quotidiani con 200 mila copie vendute in meno, mentre crescono le copie vendite online (+4,8%). Un rapporto dell’Agcom pubblicato prima di Natale evidenziava già un crollo dei ricavi del 30% negli ultimi 5 anni.

Nel mese di settembre 2016, 29,4 milioni di individui si sono collegati ad internet, 25,1 da dispositivi mobili (+4,4 milioni di individui in più rispetto a settembre 2015. Le prime 3 posizioni non presentano variazioni su base annua: in particolare, Google
resta stabile al primo posto con il 96,7% degli utenti che navigano in Internet. Mediamente la navigazione su Whatsapp
e Facebook supera di poco le 23 ore mensili per utente.

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