Meccanismo CO2 sulle importazioni, Gentiloni: non è una misura protezionistica

(Teleborsa) – Il Parlamento europeo giovedì voterà una risoluzione non legislativa sul meccanismo di adeguamento delle emissioni di CO2 alle frontiere – compatibile con le norme del WTO – per tutelare le imprese Ue dalla concorrenza di quelle di Paesi terzi con regole sul clima meno stringenti. Il provvedimento è già stato approvato a febbraio dalla commissione Ambiente del Parlamento Ue che ha sottolineato però che lo strumento non può convivere con le quote gratuite che oggi il sistema Ets assegna alle industrie a rischio delocalizzazione.

“Stiamo valutando diversi scenari per permettere una transizione graduale dalle attuali misure”, ha spiegato il commissario per gli Affari Economici, Paolo Gentiloni, nel suo intervento alla plenaria dell’Europarlamento in corso. L’introduzione di un prezzo della CO2 alla frontiera farà parte delle nuove risorse proprie la bilancio Ue. “Non è una misura protezionistica – ha aggiunto Gentiloni – si tratta di permettere all’Ue di essere all’altezza delle proprie ambizioni climatiche“. Nei piani della Commissione c’è un’introduzione graduale del meccanismo: “non entrerà in vigore immediatamente, prevediamo che entri in vigore entro il 2023, come sancito dall’accordo sulle risorse proprie”.


Sull’eliminazione delle quote gratuite si è però detto contrario il relatore del Partito Popolare europeo, Adam Jarubas, ricalcando la posizione delle imprese europee riunite nell’associazione Business Europe. “Dobbiamo stare molto attenti quando affermiamo che il meccanismo è un’alternativa alle indennità gratuite – ha detto Jarubas – L’eliminazione delle quote gratuite sarebbe dannoso per l’industria Ue”. Prima del voto finale dell’11 marzo, domani è previsto quello sugli emendamenti.

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