Novità sull’esame di maturità 2019: scompare la tesina

Addio alla tesina: ad annunciarlo è il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti

Con gli esami di maturità si conclude una parte importante del percorso di vita dei giovanissimi, che dal sistema scolastico si immettono direttamente nel mondo lavorativo oppure proseguono con la carriera universitaria.

Tanto temuti, anche per il bagaglio di preparazione necessario per affrontarli, gli esami di maturità 2019 che partiranno dal 19 giugno, hanno in serbo non poche novità. Queste sono state annunciate dal Miur con una circolare del 4 ottobre e riguardano non solo le prove scritte, ma anche i criteri di ammissione all’esame di Stato e l’orale (in particolare la tesina). Partiamo con gli scritti: sono state confermate la prima e la seconda prova, ma la terza prova non ci sarà più.

Esami maturità 2019: la prima prova

Consiste nella stesura di un classico elaborato in italiano. Una delle novità degli esami di maturità 2019 riguarda proprio questa prova per la quale il Ministero disporrà quest’anno di 3 tipologie di tracce (invece delle 4 attuali):

  • analisi del testo;
  • testo argomentativo;
  • tema di attualità.

Esami maturità 2019: la seconda prova

Sulla seconda prova, restano ancora alcuni dettagli da chiarire e che stando a quanto definito dal Miur, potrebbe essere multidisciplinare e includere le materie caratterizzanti di ogni indirizzo di studio. Nella circolare del 4 ottobre, il Miur chiarisce che, nel caso in cui il Ministro dell’Istruzione Bussetti, stabilisca di coinvolgere più discipline caratterizzanti, questo non porterà alla predisposizione di tracce differenti e in cui vengono sommati i quesiti di diverse discipline. Sono previste anche delle griglie nazionali di valutazione che verranno fornite alle commissioni per poter svolgere una correzione più omogenea.

Esami maturità 2019: la tesina

Un vero e proprio cavallo di battaglia per chi negli anni precedenti, ha affrontato gli esami di maturità, ma che è destinata a non avere un prosieguo. Stiamo parlando della tesina, che veniva presentata all’orale come imput iniziale e come lavoro personale, preparato dallo studente. A dare l’annuncio del definitivo addio della tesina è stato lo stesso ministro Bussetti in un’intervista a Studenti.it: “La tesina non ci sarà, quello della maturità sarà un colloquio che partirà da spunti diversi compresa anche l’alternanza scuola lavoro”. Ciò che invece preme particolarmente al Ministro è “il rispetto per il percorso svolto dagli studenti, deve essere premiato il loro lavoro, la loro esperienza a scuola”.

L’orale prevede dunque la relazione sull’alternanza scuola-lavoro, la correzione degli scritti e le domande rivolte allo studente dalla commissione d’esame. Non sono mancati i dissensi da parte del corpo docente e ci sono già degli appelli perché il Ministro riveda questa decisione.

Esami maturità 2019: i criteri di ammissione

Novità anche in questo contesto, dove a quelli già noti se ne aggiungono altri. È il consiglio di classe a decidere l’accesso o l’esclusione all’esame di stato, dopo aver verificato i seguenti requisiti:

  • il voto in condotta: non deve essere inferiore a 6;
  • il voto di tutte le materie: la media non deve essere inferiore alla sufficienza;
  • la frequenza: deve essere di almeno tre quarti rispetto al monte orario dell’anno scolastico.
Novità sull’esame di maturità 2019: scompare la tesina