Mattarella, “Costruire ponti senza cedere alla paura” – [video]

(Teleborsa) – “Occorre ricominciare a costruire ponti e percorsi di coesione e sviluppo. Occorre rendersi conto che vi è un destino da condividere. Stiamo parlando di condivisione dei benefici e delle responsabilità; e anche delle difficoltà. Condivisione dei diritti e dei doveri. Della memoria del nostro popolo e del suo sguardo verso il futuro”. E’ così che la pensa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che durante il suo intervento al Meeting di Rimini per l’Amicizia tra i Popoli” ribadisce come il confronto e l’accoglienza di culture e storie diverse siano una solida base del Paese. “Sono la punteggiature dell’unità del Paese”, ha sottolineato il Capo dello Stato.

“Un Paese che non sa trovare occasioni di unità, diventa più debole”, ha dichiarato Mattarella che ha spiegato come la democrazia è libertà nel confronto, ed è pure conflitto, ovviamente all’interno dei binari segnati dal diritto e dal rispetto dell’altro. Ma la democrazia è anche paziente. La pazienza della democrazia italiana ha consentito tempi di crescita e di maturazione a culture diverse. 

Oggi l’unità, la coesione del nostro Paese- ha sottolineato Mattarella- è una grande questione connessa all’unità, alla coesione dell’Europa. La missione di un’Italia consapevole del proprio ruolo – e della validità storica del progetto di integrazione europea – è esattamente quella di contribuire al rilancio dell’Unione.

L’Europa- ha detto ancora Mattarella- è la dimensione necessaria per affrontare, con umanità ed efficacia, la politica dell’immigrazione e l’accoglienza dei profughi che fuggono dalle violenze e dalle guerre. Tanta strada è ancora da fare. Senza Europa, da solo, neppure il Paese più forte può farcela a garantire la sicurezza e lo sviluppo che i suoi cittadini chiedono”.

Parlando dell’immigrazione, Mattarella ha sottolineato che “la portata inedita delle migrazioni suscita apprensione.  

Si tratta di un’ansia, di una paura comprensibile, che non va sottovalutata. Ma non dobbiamo farci vincere dall’ansia e dobbiamo impedire che la paura snaturi le nostre conquiste, la nostra civiltà, i nostri valori. Quelli per i quali noi europei siamo un modello e un traguardo nel mondo. Vorrei ripetere anche qui che non possiamo deturpare l’immagine dell’Europa, come luogo di libertà, di democrazia, di diritti, per renderla meno attraente.Il tema delle migrazioni, oggi, rende evidente come ci si realizzi davvero insieme agli altri e non da soli.
I continenti sono, ormai, vasi comunicanti di culture, beni, servizi, persone: il travaso tra di essi è inevitabile.

Nessuno può augurarsi che si verifichino spostamenti migratori sempre più imponenti ma così rischia di avvenire se ci si illude di risolvere il problema con un ‘vietato l’ingresso’ e non governando il fenomeno con serietà e senso di responsabilità”.

Non poteva mancare un accenno del Presidente della Repubblica al terrorismo che crea un clima di ansia e agitazione ripercuotendosi sul turismo.”Con la nostra civiltà, e senza rinunciare ad essa, sconfiggeremo anche i terroristi. Che seminano morte per tentare di cambiare i nostri cuori e le nostre menti. E’ questa una sfida per gli Stati democratici. Ma anche per le religioni. La scelta della Repubblica, con il suo patto di cittadinanza tra popolo e istituzioni, ci ha permesso di crescere in libertà, coesione, benessere, garantiti da un lunghissimo periodo di pace. Usate la vostra libertà per costruire un futuro migliore. Non restate a guardare. La casa comune, in realtà, è già la vostra”, ha concluso il Presidente della Repubblica.

 

 

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