Math&Sport, matematica e intelligenza artificiale al servizio del calcio

(Teleborsa) – Math&Sport è una startup innovativa, nata da Mxoff, uno spin-off del Politecnico di Milano, che fa uso della matematica per ottimizzare i processi produttivi ed anche per migliorare la vita delle persone. Math &Sport in particolare “ha l’obiettivo di valorizzare i dati in ambito sportivo, in particolare di utilizzare l’enorme quantità di dati che oggi è già disponibile in ogni sport, per far sì che, da un lato, si possano supportare gli staff tecnici e migliorare le performance dei propri atleti e della propria squadra, e dall’altro si possa ottimizzare quello che è l’ingaggio dei fan”. Lo ha spiegato a Teleborsa Ottavio Crivaro, Amministratore delegato di Math&Sport

Quindi gli allenatori hanno a disposizione queste informazioni durante le partite?

“L’obiettivo è proprio quello di mettere a disposizione queste informazioni in real time, durante le partite. Tradizionalmente atleti e allenatori hanno a disposizione un’enorme quantità di informazioni e di analisi dopo le partite. Ecco, il nostro obbiettivo è quello di
farlo durante lo svolgimento della gara, per permettere, da un lato, agli allenatori e allo staff tecnico di intervenire e poi perché, se vogliamo ingaggiare i tifosi, se vogliamo ingaggiare gli spettatori, dobbiamo riuscire a fornire queste indicazioni, queste analisi, in tempo reale”.

Come arriveranno agli allenatori queste informazioni durante le partite?000

“Agli allenatori abbiam pensato di far arrivare queste informazioni nel modo in cui sono già abituati a ricevere informazioni nella vita reale. Normalmente tutti noi abbiamo un tablet o uno smartphone su cui riceviamo delle notifiche. Ebbene, tutti gli allenatori di
serie A hanno a disposizione questo tablet che permette di ricevere queste notifiche, quindi non solo analizzare la partita in tempo reale, ma anche ricevere notifiche su qualcosa che l’intelligenza artificiale ha rilevato”.

Quindi se abbiamo capito bene in questi tablet e questi algoritmi sostituiranno l’occhio e l’esperienza degli allenatori in futuro?

“No. So che normalmente si risponde ad una domanda con sì, ma questa la prendo con una domanda provocatoria. Nessuna tecnologia può sostituire la capacità di un essere umano di interpretare un evento”.

Cosa rende questa vostra tecnologia così rivoluzionaria?

“Il vero elemento innovativo è l’oggettività con cui noi generiamo questi dati, perché non sono dati legati all’interpretazione di un osservatore, sono gli algoritmi che scoprono queste costanti tattiche e le caratteristiche del gioco. Quindi un primo elemento differenziante è l’oggettività del dato e della misura che noi tiriamo fuori e che mettiamo a disposizione degli allenatori. Un altro elemento differenziante è la tempistica, il fatto di mettere a disposizione queste analisi in tempo reale e non ultimo la possibilità di
personalizzarli”.

Anche per gli sportivi e le sportive questo diventa un grande vantaggio competitivo. Possiamo quindi immaginarci un futuro in cui i vostri modelli predittivi potranno individuare una sorta di atleta perfetto o al contrario assisteremo ad un allineamento del livello di abilità e competenze e vari giocatori?

“Io penso che non ci sia né la tendenza a sfruttare la tecnologia per arrivare ad un atleta perfetto, né il rischio che quella tecnologia
appiattisca i valori. La tecnologia può essere un supporto, ma poi alla fine la differenza tra gli atleti la fa sempre la combinazione tra il supporto tecnologico e il cuore, il talento dell’atleta. E quindi a mio avviso la tecnologia non può che essere magari un acceleratore”.

In futuro questa tecnologia sarà disponibile anche per i club minori, per le società sportive di base o anche per le scuole?

“Sì la tendenza è proprio questa, cioè di portare questa tecnologia dal mondo professionistico di alto livello – dalla serie A – fino al mondo amatoriale. Lo sviluppo tecnologico è talmente rapido che si stanno abbassando anche i costi e questo permetterà di avere dati anche durante una partita di calcetto di quelle che facciamo tutti settimanalmente”.

I modelli predittivi che sono il core business della vostra impresa potranno in futuro essere usati per prevedere l’eccellenza in ambiti diversi da quello sportivo? Sto pensando per esempio al mondo del lavoro o della scuola.

“Sì, in effetti il mondo dello sport è sempre stato un antesignano, è sempre stato quello da cui si è partiti per portare l’innovazione. Pensiamo per esempio all’innovazione che si vede sui materiali. Ecco, un domani queste stesse tecnologie, questi stessi approcci, potranno essere portati anche, per esempio, per migliorare i processi della pubblica amministrazione, per accelerare lo svolgimento di pratiche nella pubblica amministrazione o, perché no, nel mondo della formazione”.

“Siamo arrivati nel mondo dello sport venendo dall’industria, perché Math&Sport nasce come costola di Moxoff, che è uno spin-off del Politecnico di Milano che ha l’obiettivo di portare la matematica applicata a supporto dell’innovazione industriale. Quindi Math&Sport si è creata questa particolarità, ovvero utilizzare avanzati modelli matematici nel mondo dello sport a 360 gradi. La stessa cosa può essere portata all’atletica, al golf, perché no anche gli sport acquatici. Gli sport acquatici chiaramente richiedono delle tecnologie ad hoc per la rilevazione dei dati ma esistono oggi queste tecnologie e quindi, poi, si tratta di sviluppare gli algoritmi adatti per monitorare le performance dei nuotatori e trovare la tecnologia per far arrivare loro feedback e in tempo reale”.

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