Manovra, UPB: crescita resta debole, 0,3 punti impatto PIL nel triennio

(Teleborsa) – La crescita dell’economia italiana “resta debole” e l’impatto della Manovra sul PIL nel triennio 2020-2022 è alquanto limitato. Nella legge di bilancio ci sono “troppe incertezze” a partire dalla “zavorra delle clausole di salvaguardia su IVA e accise” su cui si basa buona parte della riduzione di deficit e debito nei prossimi anni. Senza il contributo delle clausole il deficit-PIL nel 2021 si attesterebbe al 2,8 per cento. E’ quanto ha rilevato il Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), Giuseppe Pisauro, in occasione di un’audizione parlamentare sulla manovra.

“Gli indicatori congiunturali sono marginalmente migliorati”, ha detto Pisauro, ma il “contesto economico però resta debole. La previsione, sulla base dei modelli di breve termine indica per lo scorcio finale dell’anno una variazione del PIL appena positiva. Nel complesso del 2019 il PIL aumenterebbe dello 0,2 per cento, marginalmente al di sopra delle attese della Nadef 2019″.

L’UPB – ha riferito Pisauro – ha effettuato un’analisi sugli effetti della manovra di bilancio sull’attività economica nel prossimo triennio. Secondo le simulazioni effettuate, “la manovra di bilancio avrebbe un effetto espansivo sul PIL reale nel complesso del triennio 2020-22 di 0,3 punti percentuali, appena al di sotto di quello stimato dal Mef nel Dpb (0,4 punti)”.

Nella legge di bilancio c’è quindi “una programmazione con troppe incertezze”. In particolare, ha spiegato Pisauro, fissa per “il 2020 un livello del rapporto deficit-PIL stabile rispetto agli anni precedenti, rinviando agli anni successivi la sua riduzione. Riduzione, per conseguire la quale ci si affida ancora principalmente alle clausole di salvaguardia su IVA e accise (19 miliardi nel 2021 e oltre 25 miliardi nel 2022) che zavorrano il quadro programmatico di bilancio senza che sia fornita alcuna indicazione sul loro destino futuro”.

“Senza il contributo delle clausole, il deficit, in un esercizio puramente meccanico, risulterebbe pari al 2,8 per cento del PIL nel 2021 e al 2,7 per cento nel 2022”, ha osservato. E – ha aggiunto Pisauro – “sempre in termini puramente meccanici, le clausole garantirebbero oltre la metà della riduzione programmatica del rapporto debito PIL nel biennio 2021-22”.

Nella Manovra – ha detto ancora – “vengono inoltre presi impegni divergenti nel triennio in materia di entrate e spese: al netto delle clausole di salvaguardia, le prime tendono a ridursi (dai 7,5 miliardi del 2020 ai 3,9 miliardi del 2022), le seconde a salire sensibilmente (da 0,7 miliardi il prossimo anno a 11,3 miliardi del 2022″).

A proposito degli interventi, Pisauro ha espresso apprezzamento per le misure per la lotta evasione ma ha invitato a mettere a punti tutti gli strumenti per non vanificarne l’efficacia. Sul versante della lotta all’evasione fiscale – ha affermato – la manovra compie uno “sforzo apprezzabile mettendo in campo un set di misure dissuasive, incentivanti, repressive e informative ad ampio raggio ai fini di un significativo recupero di basi imponibili”. “Si tratta ora – ha concluso il presidente dell’UPB – di predisporre tutti gli strumenti operativi in grado di massimizzarne l’efficacia, dotando l`Amministrazione delle necessarie risorse professionali e tecniche e superando eventuali ostacoli rimanenti (per esempio quelli in materia di trattamento dei dati personali)”.

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