Manovra, Unimpresa: tra 2020 e 2022 stangata fiscale da 75 miliardi

(Teleborsa) – Stangata fiscale da oltre 75 miliardi di euro tra il 2020 e il 2022. Nei prossimi tre anni le tasse e i contributi previdenziali saliranno di 75,3 miliardi: dagli 813 miliardi del 2018, quest’anno si arriverà a 827 miliardi per poi salire progressivamente fino agli 890 miliardi del 2022, con una impennata complessiva del 9,25%. Grazie al calo dello spread è in arrivo un tesoretto di 8,4 miliardi dovuto ai minori esborsi sul fronte della spesa per interessi, ma niente spending review complessiva: le uscite dal bilancio pubblico cresceranno sistematicamente, tant’è che dagli 853 miliardi dello scorso anno si arriverà ai 909 miliardi del 2022 per un aumento complessivo di quasi 55 miliardi pari a una crescita del 6,42%.

Questi i dati principali dell’operazione fact checking realizzata dal Centro studi di Unimpresa sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NADEF) appena approvato dal consiglio dei ministri, secondo la quale sono destinati a salire anche i versamenti allo Stato per contributi sociali e previdenziali: l’incremento, che produce effetti sul costo del lavoro per le imprese, sarà di oltre 20 miliardi.

Secondo l’analisi dell’associazione, realizzata sulla base della NaDef del 30 settembre, il totale delle entrate tributarie si attesterà a quota 506,3 miliardi alla fine del 2019: di questi, 250,1 miliardi sono le imposte dirette (come Irpef, Ires, Irap, Imu), 255,1 miliardi le indirette (come Iva, accise, registro) e 1,1 miliardi le altre in “conto capitale”. Si tratta di una voce del bilancio pubblico che salirà a 531,7 miliardi nel 2020 (rispettivamente 250,3 miliardi, 280,3 miliardi e 1,1 miliardi), a 546,3 miliardi nel 2021 (rispettivamente 254,8 miliardi, 290,4 miliardi e 1,1 miliardi), a 554,8 miliardi nel 2022 (rispettivamente 258,1 miliardi, 295,5 miliardi e 1,1 miliardi).

Cresceranno anche le entrate relative a contributi sociali (previdenza e assistenza): dai 234,9 miliardi del 2018 si passerà ai 241,4 miliardi del 2019, ai 245,4 miliardi del 2020, ai 249,3 miliardi del 2021, ai 254,9 miliardi del 2022.

Nessuna variazione particolarmente significativa per la pressione fiscale, destinata a restare stabile. Il totale delle entrate dello Stato rispetto al prodotto interno lordo, arrivate a quota 41,8% nel 2018, si attesterà al 41,9% nel 2019, al 42,6% nel 2020, al 42,6% nel 2021 e al 42,3% 2022. Tutto questo con una crescita assai modesta: il PIL dovrebbe crescere, secondo la NaDef, dell’1,01% quest’anno, dell’1,02% nel 2020, dell’1,02% nel 2021 e dell’1,03% nel 2022.

Accanto alla crescita delle tasse, c’è quella della spesa pubblica. La spending review pare inefficace: il totale delle uscite – arrivate a 854,6 miliardi nel 2018 – si attesterà a 868,2 miliardi nel 2019, a 884,2 miliardi nel 2020, a 899,4 miliardi nel 2021 e a 909,4 miliardi nel 2021.

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