Manovra, trovato l’accordo per le coperture

(Teleborsa) – Il vertice di governo a Palazzo Chigi farà il Premier Giuseppe Conte, il Ministro dell’economia Giovanni Tria ed i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio si conclude con un accordo sulle coperture rispetto ad un deficit ridotto al 2,04% del PIL, che ammontano a circa 3 miliardi. Un accordo quasi in zona Cesarini dato che la Commissione europea dovrà esprimersi sulla manovra entro mercoledì 19 dicembre.

Un accordo che, indubbiamente, implica un taglio per tutti – una sforbiciata a Quota 100 voluta dalla Lega ed una proroga del Reddito di cittadinanza caldeggiato da M5S – ma soprattutto si impernia su una tregua su una misura ampiamente contestata qual è quella sull’ecotassa.

“Sono le ore più importanti che stiamo vivendo dal 4 marzo a questa parte. E’ il momento quindi di essere compatti”, ha affermato il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, dopo aver ricordato che la trattativa che Conte e Tria stanno portando avanti con l’Unione Europea “è fondamentale” perché consentirà di evitare la procedura di infrazione all’Italia.

Toni analoghi dal leader del carroccio Matteo Salvini, il quale ha affermato “siamo alla settimana decisiva”, aggiungendo “nelle prossime ore ci sarà la cartina tornasole: scopriremo se a Bruxelles hanno voglia di costruire e portano rispetto o se invece prevale il pregiudizio,verso un governo dell’imprevisto”.

Ecotassa “salva Panda” – L’intesa raggiunta tra i due leader di maggioranza distanti sull’ipotesi di imporre una tassa sulle auto diesel e benzina prevede che questa nuova imposta, voluta a favorire le auto ecologiche quali quelle a gas ed elettriche mediante un sistema di incentivi e tassazione, vada a gravare solamente sui SUV e sulle auto extra lusso non ha anche sulle utilitarie, come inizialmente paventato. Viene sdoganata così una ecotassa salva Panda, come la si è voluta battezzare, giacché sull’applicazione della misura in forma generalizzata si era espressa negativamente anche la FCA, paventando un taglio degli investimenti del piano in Italia.

Reddito di cittadinanza meno costoso per nove mesi – La misura cardine del M5S costerà 6,1 miliardi contro i 9 miliardi annui previsti originariamente per due ragioni: la cifra indicata si riferiva a 12 mesi e quindi con lo slittamento a fine marzo la dotazione per il 2019 si riduce; i tecnici hanno valutato che statisticamente non più del 90% degli aventi diritto fa domanda per le misure di carattere sociale. A questa cifra andrebbe poi aggiunto 1 miliardo per i Centri dell’Impiego portando il totale del primo anno a 7,1 miliardi.

Sforbiciata a Quota 100 – Per l’uscita anticipata della pensione sono state stanziate risorse per 4,7 miliardi, due in meno rispetto alla previsione iniziale, ma resta confermata la platea dei beneficiari stimati in 5 milioni di persone.

Per le Pensioni d’oro-viene confermato il taglio fino al 40%, mentre le risorse risparmiate andranno a finanziare “opzione donna” nelle pensioni.

Via libera anche al pagamento dei debiti della PA verso le imprese ed al finanziamento della copertura delle buche nelle strade e della metropolitana a Roma.

Manovra, trovato l’accordo per le coperture