Manovra, stop all’aumento dell’IVA per il 2018

(Teleborsa) – Approda al Senato il disegno di legge di bilancio 2018, composto da 120 articoli. Domani 31 ottobre, la seduta a Palazzo Madama si aprirà con il presidente Pietro Grasso che dovrà rispondere alla richieste di chiarimenti da parte della Commissione UE sull’aggiustamento dei conti pubblici 2017 e 2018. La notizia sembra non aver agitato più di tanto il Mef: “Siamo dunque fiduciosi che i chiarimenti dimostreranno adeguatamente che l’Italia rispetta le regole europee”.

Secondo le indiscrezioni stampa, nel testo definitivo della legge di bilancio trasmesso al Senato viene confermato lo stop dell’incremento dell’IVA per il 2018. Dal 2019 l’aumento riparte rimodulato: l’aliquota IVA al 10% salirà di 1,5 punti percentuali dal 2019 e di altri 1,5 punti dal 2020; quella al 22% aumenterà di 2,2 punti percentuali dal 2019, di ulteriori 0,7 punti percentuali dal 2020 e di 0,1 punti dal 2021. Anche le accise ripartono dal 2019.

In arrivo detrazioni per l’acquisto degli abbonamenti di bus e treni fino a un massimo di 250 euro. Prevista anche l’agevolazione per gli accordi di rimborso di questi abbonamenti da parte dei datori di lavoro per i propri dipendenti e per i loro familiari che non entrano a far parte del reddito da lavoro tassato.

Rinnovato l’ecobonus. In particolare si parla di una proroga di un anno per il bonus energia e per quelli relativi alle ristrutturazioni energetiche e all’acquisto di mobili. Previsto anche uno sconto del 36% per una spesa fino a 5.000 euro, per la sistemazione a verde di aree scoperte di edifici e immobili esistenti. Lo sconto è previsto anche per impianti di irrigazione e la realizzazione di pozzi, copertura a verde e giardini pensili. Scende dal 65% al 50% il bonus energia per infissi, schermi solari, sostituzione impianti climatizzazione.

Per la lotta alla povertà, arriva un fondo per la famiglia da 100 milioni di euro l’anno a partire dal 2018, che prevede un assegno più alto del 10% nei casi di famiglie numerose (fino a 530-540 euro) e un ampliamento della platea che può avere accesso al reddito di inclusione (Rei) focalizzato in via prioritaria sui nuclei nei quali è presente un disoccupato over 55. 

Rinviata di 1 anno l’IRI, l’imposta sul reddito di impresa per gli imprenditori individuali e le società in regime di contabilità ordinaria che era stata istituita con la scorsa finanziaria. 

Raddoppia la tassa sui licenziamenti per le imprese che vanno in Cigs a partire da gennaio 2018. Per ogni persona interessata da un licenziamento collettivo il datore di lavoro dovrà versare un’aliquota pari all’82% del massimale della Naspi mensile, a fronte del 41% attuale, fino a un massimo di tre anni di anzianità. In pratica se adesso per ogni persona licenziata si pagava al massimo 1.470 euro adesso la tassa potrà arrivare all’82% e sfiorare i 2.940 euro.

Manovra, stop all’aumento dell’IVA per il 2018
Manovra, stop all’aumento dell’IVA per il 2018