Manovra sotto la lente di Bankitalia: “Effetti modesti sulla crescita. NO a dietrofront su pensioni”

(Teleborsa) – L’impatto delle misure previsto dalla Manovra “è elevato”. La stima del Governo “presuppone che i valori dei moltiplicatori delle misure espansive siano superiori a quanto generalmente stimato per l’Italia e che le misure delineate nellaNota di Aggiornamento al DEF(Documento di Economia a Finanza) forniscano uno stimolo all’attività già fin dai primissimi mesi dell’anno”. Lo ha affermato il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, in audizione in Parlamento sulla Nota al DEF. “Per una valutazione più compiuta occorrerebbero dettagli, non ancora disponibili, sulla composizione, sul disegno e sulle modalità di attuazione delle misure, incluse le relative coperture”.

Altro elemento di attenzione sono le coperture della Manovra. Nel precisare in dettaglio gli interventi previsti, “sarà opportuno evitare che a misure espansive permanenti facciano fronte anticipi di entrate, coperture temporanee o clausole di incerta applicazione. Ogni miglioramento conseguito sul fronte del reddito e della sua distribuzione sarà tanto più solido quanto più fondato su stabili coperture di bilancio, quanto più accuratamente disegnato per tener conto degli incentivi a creare reddito e lavoro, la via più certa per combattere la povertà”.

Parlando della crescita dell’economia. Il PIL per il 2019 dovrebbe attestarsi leggermente sotto l’1% “Nel Bollettino economico di luglio prefiguravamo un aumento del PIL pari all’1,3% quest’anno e all’1% nel 2019, ipotizzando la completa disattivazione delle clausole di salvaguardia sulle imposte indirette. Le informazioni più recenti suggeriscono che, a parità di ipotesi sulle politiche economiche, la crescita dovrebbe essere leggermente inferiore sia quest’anno, sia il prossimo”.

“Abbiamo spesso ricordato che, nell’introdurre maggiore flessibilità circa l’età del pensionamento, è necessario garantire l’equivalenza attuariale dei trattamenti previsti se si intende preservare la sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico, oggi un fondamentale elemento di forza delle finanze pubbliche italiane”, ha spiegato Signorini. “La Nota – ha aggiunto – sottolinea giustamente che le riforme pensionistiche introdotte negli ultimi venti anni hanno significativamente migliorato sia la sostenibilità, sia l’equità intergenerazionale del sistema pensionistico italiano. E’ fondamentale non tornare indietro su questi due fronti, soprattutto quando, come viene messo in evidenza dalle ultime previsioni di lungo periodo della Commissione europea sulla spesa connessa all’invecchiamento della popolazione, i rischi per la sostenibilità dei conti pubblici aumentano anche a causa del peggioramento delle proiezioni demografiche”.

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