Manovra, sindacati: insufficienti risorse taglio cuneo e contratti P.A.

(Teleborsa) – Le risorse stanziate in manovra per il taglio del cuneo fiscale e per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego sono “insufficienti”. Lo hanno evidenziato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil in occasione di un’audizione sulla legge di bilancio nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

In particolare, secondo il vice segretario della Cgil, Gianna Fracassi, il taglio del cuneo deve essere rivolto a “una platea che supera quella del bonus Renzi”, mentre le risorse per il 2021 “devono essere raddoppiate”. Inoltre, per il sindacato di Corso Italia la misura non può essere sganciata da “una riforma complessiva dell’Irpef” che preveda “una maggiore progressività ed equità fiscale”. La Cgil ritiene anche insufficiente la somma stanziata per il rinnovo dei contratti nella Pubblica amministrazione.

Sulla stessa linea la Cisl e la Uil. Il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga ha sottolineato: “Ci aspettavamo di più sul cuneo fiscale, questa misura comunque deve essere l’anticipazione di una più vasta riforma dell’Irpef e ci aspettiamo che il 2020 sia l’anno giusto”. Quanto alle risorse per il pubblico impiego, i fondi stanziati sono “appena sufficienti per rinnovare i contratti“, ha osservato. Il rischio è di “infilarci nella situazione di andare a rinnovare contratti già scaduti”.

La Uil apprezza la decisione di attribuire priorità al taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori dipendenti, ma le risorse messe in campo “rischiano di rendere poco visibile questa misura che, ricordiamo, è stata chiesta con forza dal sindacato”. La dotazione di 3 miliardi di euro per il 2020 e di 5 miliardi di euro a decorrere dal 2021, ha spiegato il segretario generale aggiunto Pierpaolo Bombardieri, “rappresentano solo un primo positivo passo per operare un significativo taglio delle tasse”. La Uil, tuttavia, ritiene “inaccettabile” un rinvio ulteriore del taglio del cuneo. Infine, quanto al pubblico impiego, Bombardieri ha affermato che “le risorse stanziate per il rinnovo dei contratti, che sono scaduti lo scorso anno, sono insufficienti per avviare compiutamente le trattative”.

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