Manovra, si lavora al decreto fiscale

(Teleborsa) – Inizia a prendere forma il decreto fiscale collegato alla manovra, che contiene anche la cosiddetta “pace fiscale” annunciata dal governo Conte. Il dl fiscale dovrebbe approdare domani sera (10 ottobre) in Consiglio dei ministri. Il condizionale è d’obbligo, poiché si lavora ancora al testo e dunque non è escluso un rinvio.

Secondo le bozze circolate nei giorni scorsi, il provvedimento prevede interventi che vanno dalla pace fiscale per tutti i debiti alla nuova rottamazione delle cartelle che tra i vantaggi prevede la possibilità di pagare i debiti fino a cinque anni e con l’applicazione di tassi di interesse ridotti. Altre novità riguardano la proroga della fattura elettronica, l’avvio dell’obbligo della trasmissione dei corrispettivi telematici con l’arrivo anche dello scontrino elettronico e la lotteria scontrini.

SCONTRINO ADDIO. IL NUOVO SARA’ ELETTRONICO
Lo scontrino andrà in pensione e come previsto nelle misure di lotta all’evasione sarà sostituito da quello “elettronico” che andrà ad affiancare la e-fattura.
Si tratta di un cambiamento che procederà in modo graduale. Da luglio 2019 riguarderà soltanto i contribuenti con un fatturato superiore ai 400mila euro l’anno, poi, dal 2020 tutti gli altri. L’obbligo di fatturazione elettronica, invece, rimane dal 1° gennaio 2019.

ROTTAMAZIONE TER DELLE CARTELLE
Esecutivo pronto a stringere i tempi sulla pace fiscale, già finita al centro della bufera con le opposizioni che parlano di un condono a tutti gli effetti. Tempi stretti dunque per il Decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio e dalla bozza circolata emergono i dettagli dei requisiti e del tetto della pace fiscale che prevede la rottamazione-ter e la definizione agevolata delle liti tributarie. Dunque, in arrivo, una nuova rottamazione, la terza, più vantaggiosa delle precedenti targate Pd perché le rate saranno spalmate su cinque anni

RATE “SPALMATE” SU 5 ANNIDieci rate, appunto, da versare in cinque anni e chiudere definitivamente le questioni aperte con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Contemplata la domiciliazione bancaria dei versamenti. La nuova operazione di rottamazione è la terza poichè segue le due precedenti disposte in passato dai governi decaduti e permetterà il pagamento dei debiti fiscali pendenti con la vecchia Equitalia dal 2000 al 2017 senza sanzioni e more, dilazionando i versamenti fino al 2024. L’incasso stimato per le casse dello Stato è di 11,1 miliardi di euro; 2,2 miliardi all’anno da spalmare in cinque anni.

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