Manovra, sì della Camera alla fiducia ma il testo cambierà al Senato: il nodo resta il deficit

(Teleborsa) – Con 330 sì, 219 no e 1 astenuto l’Aula della Camera ha approvato la fiducia al governo sul maxiemendamento alla manovra. Molte le novità apportate nell’iter del provvedimento a Montecitorio, anche se le partite più importanti, su reddito di cittadinanza e pensioni, sono rinviate alla seconda lettura in Senato che prenderà il via lunedì. Ed è su queste misure che di fatto si deciderà la delicata partita con Bruxelles per evitare la procedura d’infrazione.

L’esame della manovra riprenderà nella mattinata di oggi alle ore 9. Mentre il voto finale ci sarà entro le ore 16. E’ quanto ha annunciato il presidente della Camera, Roberto Fico, nell’Aula di Montecitorio. Tuttavia, a causa dell’ostruzionismo messo in atto dall’opposizione, nell’Aula della Camera, l’esame degli articoli della manovra procede a rilento , non è escluso che ci sia uno slittamento del voto finale a domenica.

LA PARTITA CON BRUXELLES – Inizia dunque a delinearsi il puzzle delle modifiche che riscriveranno radicalmente il testo a partire dall’intoccabile cifra del 2,4% di deficit alla quale Luigi Di Maio e i suoi avevano brindato dal balcone soltanto due mesi fa. Una stima che sembra poter-dover ritornare sui livelli (intorno al 2%) voluti dal ministro Tria e accettati da Bruxelles, ma su cui la partita è ancora tutt’altro che chiusa. I vicepremier Salvini e Di Maio continuano a difendere la linea del Piave del 2,2% che però non basta all’Europa, e rimane ancora lontana dall’obiettivo di ridurre il deficit di almeno 7 miliardi per portarlo tra l’1,9 e il 2%.

IN SETTIMANA INCONTRO CONTE-JUNCKER – Il rebus sui numeri terrà ancora banco almeno fino al 19 dicembre, deadline fissato dalla Ue. Intanto, settimana prossima, previsto incontro tra il premier Conte e il presidente della Commissione Ue Juncker per ora non ancora confermato ufficialmente.

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