Manovra, oggi approda in Aula con maxiemendamento. E Tria fissa i paletti:”Con Ue dialogo in corso, ma priorità non si toccano”

(Teleborsa) – Semaforo verde alla manovra dalla commissione Bilancio della Camera, che nella notte di ieri ha concluso l’esame approvando diverse modifiche dopo che le opposizioni hanno abbandonato i lavori, e ha dato il mandato ai relatori Silvana Comaroli e Raphael Raduzzi per riferire in Aula su un maxiemendamento, visto che il Governo si è già riservato la possibilità di porre la fiducia sul testo che sarà esaminato dall’assemblea di Montecitorio da stasera alle 20. Probabile che la richiesta di fiducia arrivi nella giornata di domani, giovedi 6 dicembre. Ritirato l’emendamento sulle accise della Liguria, tema sul quale si era sollevata una polemica furiosa nei giorni scorsi.

Intanto ieri sera, informativa (con polemica) del Ministro dell’Economia Tria in Commissione Bilancio. “Qualsiasi accordo è subordinato al fatto che non si toccano le priorità di intervento comunicate al Parlamento. L’azione deve consentire di mantenere quello che voi state discutendo”. Queste le parole del Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che indica la via nel corso di un intervento sulla manovra in commissione Bilancio della Camera.

LE OPPOSIZIONI LASCIANO L’AULA – L’inizio dell’informativa è stato preceduto da una secca replica del ministro alle opposizioni che contestavano il fatto di non potergli fare domande. “Sono sbarcato da un aereo e sono venuto qui. Non ho aderito a un’audizione, ma a un’informativa. Il tema è da informativa, non da audizione. Non sono in grado di fare un’audizione. Se non siete d’accordo me lo dite e io, non vi offendete, me ne vado”, ha tagliato corto il titolare del dicastero di via XX Settembre.

“Con Ue dialogo costruttivo” – La strada, seppure ancora in salita, sembra essere quella giusta. “C’è una interlocuzione che va avanti con la commissione europea, un dialogo costruttivo, che diventa sempre più costruttivo. Con una finalità di riuscire ad evitare se possibile che Italia entri in procedura di infrazione per deficit eccessivo basata sul debito” ha spiegato precisando che un accordo avrebbe un impatto senza dubbio positivo sullo spread: “Andare a un accordo con la Commissione crea una situazione di rassicurazione, riduzione di incertezza e dello spread. Se ci riusciremo, sarà un buon risultato, e sarà un ottimo risultato anche aver instaurato un rapporto più costruttivo con la Commissione testo a ridurre le divergenze”

QUOTA 100 E REDDITO CITTADINANZA SOTTO LA LENTE – Sotto i riflettori le due misure bandiere del governo gialloverde. “La prima delle opzioni è capire, visto che reddito e pensioni non hanno ancora disegni definitivi, è vedere se ci sono spazi, attraverso simulazioni di Inps e Mef, e se da una definizione maggiore di queste misure richiederanno meno risorse di quelle stanziate nel Fondo, la successiva decisione sarà come usare queste maggiori risorse a riduzione del deficit” ha spiegato il ministro.

“Possibili misure aggiuntive” Nel Dpb “abbiamo giù aumentato la previsione relativa a possibili dismissioni di asset per dare una garanzia di discesa del debito e forse in quell’ambito è possibile fare ancora qualcosa”. Ci possono poi essere altre misure “aggiuntive” per “agire in parte sul deficit nominale e in parte sull’attivazione di misure di flessibilità”.

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