Manovra, lunedi sotto i riflettori: si punta al varo, ma non c’è accordo Lega-M5S sulla pace fiscale

(Teleborsa) – Ore di intenso lavoro all’interno del governo gialloverde per provare a portare nella giornata di domani, lunedì,
in Consiglio dei ministri il decreto fiscale e anche la legge di bilancio. Ad annunciare che lunedì sul tavolo del governo ci sarà l’intera manovra sono stati il premier Giuseppe Conte e il vicepremier Luigi Di Maio. Temporeggia, invece, Matteo Salvini, che non chiude alla possibilità di un’operazione in due tempi, come già ipotizzato dal sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti.

Tuttavia, rinviare la legge di bilancio si scontrerebbe con l’obbligo che hanno tutti i governi europei di inviare a Bruxelles tassativamente entro la mezzanotte del 15 il Dpb (Draft budgetary plan) documento nel quale vengono indicate le misure adottate con le relative quantificazioni. Entro il 20 ottobre, invece, il testo definitivo del disegno di legge dovrà essere invitato al Parlamento per l’avvio della sessione di bilancio.

MANCA L’ACCORDO SULLA PACE FISCALE – Oltre al nodo coperture, al centro del dibattito resta la cosiddetta pace fiscale, uno dei serbatoi principali della manovra. Dunque, si continua a cercare l’accordo fra le due anime del governo

Se, infatti, i 5Stelle si dicono contrari a qualsiasi forma di condono, la Lega, che non ha mai nascosto di voler spingere per un’operazione su larga scala, continua a puntare sull’ipotesi di una pace fiscale integrativa con un tetto tra i 200 e i 500mila euro, soglia auspicata da Matteo Salvini, mentre i 200mila potrebbero rappresentare il possibile punto di ricaduta. Allo stato attuale, due le ipotesi in corsa: la possibilità di presentare una dichiarazione integrativa relativa alle somme non denunciate e di regolarizzare il tutto pagando un’aliquota agevolata; oppure un rafforzamento del ravvedimento operoso, che limiterebbe la sanatoria solo alle imposte non versate (quindi già denunciate) prima che sia stato aperto un accertamento.

VERTICE DI MAGGIORANZA PRIMA DEL CDM – Proprio per cercare di trovare la quadra, il premier Conte ha convocato un vertice di maggioranza a palazzo Chigi lunedì prima dell’avvio del Consiglio dei ministri previsto intorno alle 18.

Si fa strada, invece, il rinvio ad aprile 2019 per l’entrata in vigore del reddito di cittadinanza e della riforma della Fornero con i pensionamenti anticipati con quota 100 (62 anni d’età e 38 di contributi).

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