Manovra, l’esame alla Camera “incendia” le opposizioni

(Teleborsa) – Trambusto nell’Aula di Montecitorio, dove poco prima che iniziasse la discussione del Ddl Bilancio, le opposizioni hanno decretato la sospensione della seduta per 10 minuti. Emanuele Fiano (PD), Enrico Borghi (PD) e Carlo Fatuzzo (Fdi), avvicinatisi ai banchi della presidenza, hanno lanciato un fascicolo tra urla ed insulti. A questo punto, il Presidente della Camera Roberto Fico ha ceduto alla richiesta già avanzata dalle opposizioni, convocando la conferenza di Capigruppo, subito abbandonata dagli stessi richiedenti.

A incendiare le opposizioni, il fitto calendario della manovra, approdata in Aula senza alcuna discussione sugli emendamenti segnalati a causa dei tempi molto stretti. Un tema, quello delle tempistiche, ripreso già in mattinata dal Premier Giuseppe Conte durante il consueto appuntamento di fine anno con la stampa. “Mi rendo conto che non si è creata la situazione ideale al Senato – ha detto il Premier -, ma c’è la prospettiva di una contrazione forte dei tempi, siamo arrivati in zona Cesarini per il varo della manovra. Confidiamo che una situazione del genere non si presenti più. In ogni caso – ha sottolineato Conte – non c’è stata nessuna deliberata volontà del governo di comprimere i tempi”.

Sedati gli animi, ha preso piede con forte ritardo la discussione generale dell’Aula sulla manovra. I rappresentanti della maggioranza gialloverde hanno deciso deliberatamente di non intervenire, in modo tale da risparmiare tempo prezioso. Seguirà una nuova Conferenza dei capigruppo, utile a fissare il momento della votazione, attesa per il 29 dicembre. Così, con la successiva approvazione del testo entro il 31 dicembre, sarebbe definitivamente scongiurato l’esercizio provvisorio per il 2019.

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