Manovra: lavoratori statali, si all’aumento. Ma non basta.

(Teleborsa) – La manovra appena passata alla Camera ha visto l’approvazione dello stanziamento di fondi per l’aumento degli stipendi agli impiegati statali, ma non l’adeguamento degli stessi all’inflazione nel prossimo triennio.

Stando al disegno di legge, gli aumenti sarebbero emessi in questo modo: un aumento dell’1,2% per il 2019, di un ulteriore 0.35% per il 2020 e di un altro 0,30% per il 2021. Un ammontare, dunque, che corrisponde a 1.100 milioni complessivi di euro per il prossimo anno; a 1.425 milioni di euro per il 2020 a 1.775 milioni di euro a partire dal 2021.

Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, i fondi stanziati risulterebbero insufficienti a coprire aumenti di questo tipo. L’ unica soluzione, sempre secondo Pacifico, potrebbe essere l’approvazione del:”salario minimo di cittadinanza richiesto da Anief con un emendamento specifico al testo dell’esame del Senato, tramite il quale si chiede di “allineare il salario minimo al tasso annuo di inflazione reale, certificato dall’Istat”.

Una bozza di legge di bilancio che tocca gli statali del comparto istruzione attraverso lo stanziamento di fondi per il rinnovo del CCNL “Istruzione e ricerca” volto alla copertura dell’elemento perequativo dal 1° gennaio 2019 e per l’ indennità di vacanza contrattuale in attesa del predetto rinnovo. Un cambiamento che secondo Anief, porterà solo nel 2021 ad un aumento di 40 euro lordi per i lavoratori, contro i 10-12 punti di inflazione registrati negli ultimi anni.

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