Manovra, in settimana sotto la lente di Montecitorio

(Teleborsa) – La Legge di Bilancio continua a far discutere 

La Manovra che è in fase di valutazione a Bruxelles è stato trasmessa alla Camera dei deputati che da questa settimana esaminerà il testo.

La Commissione Bilancio avvierà l’esame il 2 novembre con la verifica del contenuto proprio del disegno di legge. Venerdì 4 novembre prenderà il via il ciclo di audizioni dei soggetti non istituzionali e il lunedì 7 novembre saranno ascoltati i soggetti istituzionali

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha autorizzato l’invio del testo al Parlamento sollecitando un rapido esame del provvedimento.

Intanto, dopo che il Ministro dell’Economia Padoan ha assicurato che la legge è scritta nel “rispetto delle regole europee”, alcune fonti del MEF assicurano che non ci sarà alcuno sconto sulle imposte sui redditi italiani per i residenti non domiciliati. La precisazione è arrivata dopo alcune interpretazioni della norma contenuta nella legge di bilancio per attirare manager e imprenditori.

Il Ddl Bilancio, spiegano le fonti del MEF “contiene una serie di norme tese ad attirare capitale umano in Italia, in un momento storico nel quale molte imprese multinazionali stanno considerando dove localizzare i propri cervelli. Ciò in conseguenza sia della Brexit, sia degli sviluppi recenti in tema di fiscalità internazionale.

In primis, vengono stabilizzati e rafforzati gli incentivi esistenti per il rientro di ricercatori (esenzione del 90% del reddito per un periodo di tre anni per coloro che hanno prestato documentata attività di ricerca all’estero). L’esenzione che è stata a beneficio di circa 2.000 ricercatori, sarebbe scaduta nel 2017.

L’esenzione quinquennale per i lavoratori altamente qualificati che rientrano in Italia dopo cinque anni di lavoro all’estero sale dal 30 al 50% del reddito e viene estesa anche agli autonomi.

Infine, il Governo ha previsto nella legge di bilancio un regime dedicato ai cosiddetti residenti non-domiciliati, allineato a quanto già previsto in Francia, Spagna, Portogallo e Regno Unito. La misura prevede una tassazione piena del reddito di fonte italiana e un’imposta sostitutiva pari a 100.000 euro da applicare sui redditi prodotti all’estero. Tali redditi, precisano dal MEF, rimangono assoggettati alle imposte degli Stati nei quali vengono prodotti e non danno diritto ad alcun credito d’imposta in Italia. L’incentivo dura 15 anni, è soggetto a interpello preventivo e può essere utilizzato solo da coloro che siano stati residenti all’estero per almeno 9 degli ultimi 10 anni antecedenti il rientro”.

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Manovra, in settimana sotto la lente di Montecitorio