Manovra, il DEF-day è arrivato. Pressing del M5S su deficit al 2,4%

(Teleborsa) – Il DEF-day è arrivato. Dopo giorni di dibattiti il Governo renderà nota la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (ormai nota come NADEF) su cui si baserà la Legge di Bilancio 2019. Si tratta di un documento importante in quanto determinerà implicitamente l’ammontare delle risorse disponibili per mettere in atto le misure promesse dal Governo.

Il nodo cruciale è costituito dai saldi, in particolare il rapporto deficit/PIL. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha più volte ribadito l’intenzione di raggiungere un deficit/PIL dell’1,6%, come caldeggiato da Bruxelles, mentre la coppia Salvini-Di Maio è pronta a sforare tale soglia fino al 2% per mantenere le promesse elettorali, in primis flat tax, reddito di cittadinanza e superamento della legge Fornero.

Secondo fonti della maggioranza Lega e Movimento 5 Stelle starebbero lavorando su un livello di deficit/PIL al 2,4% per il 2019 da chiedere a Tria. Livello che potrebbe contemplare anche la revisione della Legge Fornero con l’introduzione della cosiddetta quota 100 per andare in pensione.

La prossima manovra “non sarà una legge di bilancio” ma “una manovra del popolo” con il reddito di cittadinanza e lo stop alla legge Fornero. Misure per le quali “ci avevano detto che non c’erano i soldi, ma noi li abbiamo trovati” ha annunciato ieri sera Di Maio durante una diretta Facebook.

“Sulla manovra e il livello di deficit si discute sicuramente su più dell’1,6%” aveva invece dichiarato qualche ora prima in una intervista a Radio Capital, spiegando che l’unica garanzia è il non superamento del 3%.

“Questi saranno giorni cruciali per mettere a punto e definire la manovra economica che farà ricredere anche i più scettici” ha scritto invece il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Facebook.

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