Manovra, guerra all’evasione: ipotesi card unica e sconto dell’IVA per chi usa il bancomat 

Nel 2018 in Italia il numero di pagamenti fatti con moneta elettronica è cresciuto del 6,8 % ma in UE siamo fanalino di coda

(TELEBORSA) – Calendario fitto per il Governo giallorosso: dopo un piccolo slittamento rispetto alla scadenza non perentoria, fissata al 27 settembre, la Nota di aggiornamento al Def, (NADEF), ossia il quadro macroeconomico che farà da impalcatura alla manovra, approderà in Consiglio dei Ministri lunedì 30 settembre.

Con l’appuntamento fissato dopo domani si dà il via all’ennesima settimana “calda” per l’Esecutivo, che ha preferito prendersi qualche giorno in più di lavoro con il Tesoro impegnato a fare il punto su proiezioni di crescita e conti pubblici, in vista della prossima Legge di Bilancio. 

Come ormai noto, servono 30 miliardi di cui 23,1 destinati alla sterilizzazione dell’Iva, 2 per le spese indifferibili e circa 5 per l’operazione cuneo fiscale, tanto cara all’Esecutivo e, per questo, ribadita a doppio voce sia sponda Pd che pentastellata. E proprio nell’ottica di fronteggiare le “spese”, entra in gioco una richiesta di flessibilità a Bruxelles di circa 0,6 punti di Pil cioè 10,8 miliardi.  Le stime di crescita dovrebbero, invece, allinearsi verso un +0,4% che grazie all’effetto espansivo sul Pil della manovra, potrebbe raggiungere 0,5-0,6%.

E se, a far tirare un sospiro di sollievo dalle parti di Palazzo Chigi ci penserà la minor spesa per interessi grazie alla discesa dello spread, bisognerà comunque andare a caccia di risorse, circa 15 miliardi tra spending review, revisione degli sgravi fiscali e lotta all’evasione, vero cavallo di battaglia del Governo giallorosso.

Basta “misure palliative“. Contro l’evasione fiscale, “la maggiore iniquità in un sistema collettivo”, serve qualcosa “di più radicale“, aveva detto il Premier Giuseppe Conte, a margine all’Assemblea generale dell’Onu, dve ha anticipato l’arrivo di “un provvedimento complessivo, risolutivo, mai pensato in passato”. Del resto,  per farsi un’idea della portata del fenomeno, basta come sempre dare un’occhiata ai numeri: 107 miliardi di euro di evasione fiscale, più o meno quattro leggi di bilancio messe assieme.

Il nemico è avvisato: sarà lotta senza tregua all’evasione fiscale, anche disincentivando l’uso del contante. L’idea di partenza è premiare con detrazioni o piccoli rimborsi chi sceglie la moneta elettronica, riducendo le commissioni su carte e bancomat per gli esercenti. Sconti mese per mese a chi paga con le carte, con la restituzione di parte dell’Iva.

L’obiettivo è raggiungere una platea sempre più ampia, coinvolgendo anche “i pensionati” o la fetta di popolazione più anziana, grazie all’introduzione della nuova card unica “multipla”,  che funzionerà da carta d’identità, tessera sanitaria e pure da borsellino elettronico, ricaricabile anche con i contanti. Prende dunque forma il pacchetto fiscale anti-evasione sul quale il Governo ha deciso di puntare, e dal quale punta a ricavare 3,5-4 miliardi.

Crescono i pagamenti elettronici in Italia, ma in Ue l’Italia è fanalino di coda –  Nelle ultime ore, dunque, si è fatto un gran parlare di pagamenti elettronici, viene perciò da chiedersi a che punto siamo. Nel 2018 in Italia il numero di pagamenti fatti con moneta elettronica è cresciuto del 6,8%, in accelerazione rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge da un’indagine dell’Osservatorio carte di credito e digital payments di Assofin, Nomisma e Ipsos, con il contributo di Crif. L’anno scorso si è registrato un record di importi transati con carte di credito, che hanno superato gli 80 miliardi di euro. Qui finiscono le buone notizie.

La cattiva è che il nostro Paese è ben al di sotto della media Ue per uso delle carte di credito: nel rapporto tra il valore delle transazioni e Pil si posiziona al 24/o posto su 28 paesi europei. Risultati che arrivano a poche ore dall’annuncio del Premier Conte che è allo studio un “patto con i contribuenti” con meccanismi premiali per chi usa moneta elettronica.

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