Manovra: fiducia e via libera al Senato, da Plastic tax a Robin tax le novità

Il passaggio del testo a Palazzo Madama ha modificato molte misure: tutte le novità sulla legge di Bilancio

(Teleborsa) – La Manovra economica per il 2020 si appresta ad incassare il disco verde dell’Aula del Senato con voto di fiducia. Dopo il via libera, il testo passerà ‘blindato’ all’esame della Camera che lo approverà in via definitiva in seconda lettura, in una procedura del tutto inusuale per una legge di Bilancio dello Stato. Tutte le modifiche sono state apportate a Palazzo Madama, anche le istanze di Montecitorio per evitare una terza lettura che, a causa dei tempi stretti, avrebbe messo a rischio la stessa approvazione entro l’anno con lo spettro dell’esercizio provvisorio.

Il passaggio a Palazzo Madama ha comportato una vera e propria riscrittura del testo, con correzioni decise anche fuori dal Parlamento con vertici di maggioranza fiume a Palazzo Chigi per trovare l’intesa sulle correzioni. Modifiche più o meno grosse che hanno fatto salire l’entità della manovra oltre i 31 miliardi e che vedono anche lo stralcio di 15 commi dichiarati inammissibili dalla Presidenza del Senato fra cui anche la contestata norma sulla cannabis light che liberalizza la vendita della canapa industriale purché il contenuto di Thc non superi lo 0,5%; il rinvio al 2022 della fine del regime di maggior tutela per le bollette elettriche e la Tobin tax sul trading online. Via anche il potenziamento della Consob contro le truffe online, la piattaforma e la cambiale digitale.

Arriverà anche una pioggia di rilievi dalla Ragioneria generale dello Stato tutti recepiti nel testo finale del provvedimento. In particolare, la Ragioneria ha chiesto lo stralcio della norma sulla sospensione del reddito di cittadinanza in caso di lavori brevi. Tra le altre norme sotto la lente dei tecnici della Rgs, anche i chiarimenti sul bonus fino a 400 euro per il latte artificiale e lo sconto in fattura per l’ecobonus e il sismabonus.

Tra le novità approvate in Commissione Bilancio le modifiche alla plastic tax che scende a 45 centesimi al chilo e scatta da luglio. Viene tassato anche il tetrapack mentre restano fuori la plastica riciclata e i dispositivi medici. Corretta anche la sugar tax da 10 centesimi al chilo che è stata posticipata ad ottobre. Quasi azzerata la stretta sulle auto aziendali: la nuova tassazione si applicherà sui contratti stipulati da luglio 2020 sui veicoli di nuova immatricolazione.

Dal 2021 arriva una nuova stangata sulla benzina con un ritocco all’insù delle clausole di salvaguardia sulle accise. Arriva, poi, la cosiddetta Robin tax sui concessionari. Si tratta di un aumento dell’Ires del 3,5%, dal 24 al 27,5%, per tre anni sugli utili delle concessionarie pubbliche di porti, aeroporti, autostrade e ferrovie.

Tra le altre modifiche del passaggio al Senato, arriva il ‘bonus facciate’ con una detrazione del 90% divisa in dieci anni per le spese sostenute nel 2020 per interventi per il recupero o restauro della facciata esterna degli edifici. Dalla norma sono esclusi gli alberghi. Dopo essere stato escluso è tornato anche lo sconto in fattura per ecobonus e sismabonus per lavori oltre i 200mila euro. Altra norma contestata è stata quella che stanzia i fondi per il centenario del Pci: è passato l’emendamento in Commissione senza però la quantificazione delle risorse che verranno stabilite in seguito.

Approvato anche uno sconto Irpef al 22% a favore delle famiglie a basso reddito che iscrivono i figli alle scuole di musica e ai conservatori. Viene prorogata di due mesi, dal 18 aprile al 18 febbraio, la presentazione delle domande di rimborso per i risparmiatori truffati dalla banche e sfuma la proroga per la cedolare secca al 21% per gli affitti dei negozi.

Vengono stanziati anche i fondi per i prepensionamenti dei giornalisti: 7 milioni di euro nel 2020 e 3 milioni di euro dal 2021 al 2027 per finanziare il prepensionamento dei professionisti iscritti all’Inpgi dipendenti di quotidiani, periodici e agenzie di stampa a diffusione nazionale. Stop poi alle ‘bollette pazze’, la percentuale di quote rosa nel Cda delle società quotate sale dal 30 al 40%. Via libera a 60 milioni per Venezia.

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