Manovra, dopo l’altolà di Bruxelles si ragiona sulle coperture

(Teleborsa) – Dalla tassa sul 5G all’aumento del prelievo su slot e sigarette, è caccia alle coperture dopo la bocciatura della Manovrada parte della Commissione europea.

Nonostante il Governo abbia ribadito la propria contrarietà a modificare i provvedimenti contenuti nella Legge di bilancio, nelle ultime ore stanno circolando diverse opzioni per ottenere il via libera di Bruxelles, cosa che eviterebbe la procedura di infrazione e le varie conseguenze negative sulla finanza tricolore, balzo dello Spread in testa.

Tra le proposte al vaglio del Governo figurerebbe un aumento del prelievo sulle slot e sui tabacchi. In particolare potrebbe essere introdotto un incremento di 0,50 punti percentuali del prelievo erariale unico (PREU) e rideterminata l’imposizione sui tabacchi con una accisa di 30 euro al chilo per i sigari, di 125 euro al chilo per i tabacchi trinciati e di 180 euro al chilo per le sigarette.

Il Governo avrebbe inoltre deciso che i maggiori fondi derivanti dalle aste delle frequenze 5G – rispetto ai 2,5 miliardi previsti dall’ultima manovra e dal DEF – concorreranno al conseguimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica. Le aste condotte dal Ministero dello Sviluppo Economico hanno ottenuto oltre 6,5 miliardi di euro.

Inoltre le regioni autonome dovranno garantire nel 2019 un contributo complessivo alla finanza pubblica di circa 2,3 miliardi di euro.

Intanto si attende la riposta dei mercati all’altolà dell’Europa. Ieri lo Spread, una sorta di termometro della crisi che già da tempo ha anticipato la possibilità di una bocciatura, si è spinto sopra i 300 punti risultando ormai superiore di 200 al livello giudicato “normale” per il Belpaese.

Non sono escussi nuovi downgrade delle agenzie di rating, dopo quello di Moody’s, cosa che complicherebbe ancor di più la situazione debitoria dell’Italia, dal momento che uno scivolone dei nostri titoli di Stato al livello “spazzatura” (Junk) comporterebbe l’immediata dismissione dei titoli italiani da parte della BCE e di tutte gli altri investitori istituzionali internazionali.

L’effetto combinato della crescita dello Spread e del downgrade delle agenzie di rating farebbe crescere ancora gli interessi sul debito pagati dall’Italia, in qualche modo avvalorando l’ipotesi di insostenibilità di un quadro economico-finanziario italiano e soprattutto della sostenibilità dei conti pubblici con deficit al 2,4%. Il Ministro Savona ha già anticipato che “se ci sfugge lo Spread” la Manovra deve cambiare perché il costo potrebbe arrivare a quasi 22 miliardi. Un cane che si morde la coda.

Il settore bancario andrebbe nuovamente “fuori controllo” perché l’aumento dello Spread sino ad una certa soglia (400 punti) comporterebbe nuovi dolorosi aumenti di capitale per riportare in linea il CET1 ratio (parametro di adeguata patrimonializzazione).

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